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“Dovete aumentare le tasse. Ecco chi deve pagare”. La ricetta dell’Europa per l’Italia è da pazzi. Vogliono i nostri beni e le nostre case

Pubblicato: 20/06/2024 12:02

E’ arrivata la tanto temuta (ma attesa) procedura di infrazione da parte di Bruxelles al nostro Paese per aver sforato il limite del 3% nel rapporto deficit Pil. C’è da dire che l’Italia è in buona compagnia, visto che l’intervento ammonitore per “deficit eccessivo” ha riguardato anche Francia, Belgio, Ungheria, Malta, Polonia e Slovacchia. Innanzitutto va ricordato che questa regola del 3% non ha alcun senso, anche se i giornali mainstream si guardano bene dal dirvelo. Ma a confessarlo è stato lo stesso uomo che l’ha inventata, l’ex funzionario del ministero del Bilancio francese Guy Abeille. “Se mi chiedete se la regola secondo cui un deficit di un Paese non debba superare il 3% abbia basi scientifiche“, ha dichiarato lo stesso Abeille in un’intervista del 2019, “rispondo subito di no. Perché sono stato io a idearla, su richiesta del Presidente Mitterrand, che aveva fretta di trovare una soluzione semplice che mettesse un freno alle spese del governo di sinistra. Così in meno di un’ora, senza l’assistenza di una teoria economica, è nata l’idea del 3%”. (continua dopo la foto)

Sì, avete capito bene. I Paesi europei, compreso il nostro, sono appesi da anni a un parametro che non ha alcun senso, non deriva né da studi scientifici, né da ragioni economiche. Se l’è inventato un funzionario francese per compiacere l’allora Presidente Mitterrand. Ed è su questo numero buttato lì a caso che si basano procedure di infrazione, politiche di austerity e reiterate richieste di taglio al Welfare o di introduzione di nuove tasse “suggerite” da Bruxelles. Anche questa volta il copione non cambia. Non importa che strati sempre più ampli di popolazione stiano scivolando verso la povertà. O che i consumi interni siano in costante calo. La soluzione, per i burocrati europei, è sempre la stessa. La Commissione Europea boccia in toto i provvedimenti del Governo sul fisco. E chiede, apparentemente, che il peso “eccessivo” del prelievo fiscale venga spostato dalle tasse sul lavoro su “altre fonti meno dannose per la crescita”. Indovinate quali? Esatto: le case e le automobili. L’Unione Europea è questa cosa qui. Un insieme di imposizioni folli e di bugie. Perché il nostro Governo non ha i fondi per tagliare ulteriormente le tasse sul lavoro. Anzi, non ha i fondi nemmeno per confermare l’attuale taglio del cuneo fiscale. E a Bruxelles lo sanno benissimo. (continua dopo la foto)

Quindi ciò che sta chiedendo l’Europa, in realtà è di massacrare ancora una volta i proprietari di case. Degli automobilisti, trattati da tempo come criminali, non parliamo nemmeno. Chi immagina che dietro le politiche green e i costanti aumenti dei costi per mantenere la propria abitazione vi siano intenti speculativi, e il disegno non tanto nascosto di appropriarsi del patrimonio immobiliare degli italiani, forse tutti i torti non li ha. Anche perché la Commissione Europea lancia una proposta subdola: “Non l’aumento delle tasse, ma la revisione degli estimi catastali“. Una simile iniziativa costerebbe cifre folli ai proprietari, e a Bruxelles lo sanno. Ma ai burocrati non interessa. “Loro” suggeriscono si svendere le spiagge, liberalizzadone la vendita, in modo che le grandi multinazionali se ne impossessino. E insistono sulla “transizione verde”. Diciamolo: la revisione del catasto e le spese per l’adeguamento degli apparamenti sarebbero insostenibili per quasi tutti gli italiani. Ma a quanto pare, l’obiettivo è proprio questo. Prendersi l’Italia e i suoi beni. E siccome i cittadini scappano sempre più frequentemente all’estero, arriva la geniale soluzione: puntate sugli immigrati. E’ tempo che il nostro Governo prenda una posizione netta, o per gli italiani non ci sarà un futuro.

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