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“Spogliati per me e mandami le foto”: ragazzina adescata sui social dal branco

Pubblicato: 20/06/2024 11:56

Una ragazzina di 13 anni adescata tramite i social media e convinta a scattare foto intime da un uomo di 25 anni che si fingeva un coetaneo innamorato. Un raggiro crudele e subdolo: il finto “innamorato” non solo ha tradito la fiducia della ragazza, ma ha anche condiviso le immagini con un gruppo di amici. Il branco scambiava poi le immagini rubate nelle chat. Un comportamento aberrante che ha portato la procura di Trento ad avviare un’inchiesta. Grazie a indagini approfondite, sono state individuate otto persone, tutte residenti nel Napoletano, come responsabili di gravi reati legati alla detenzione e diffusione di materiale pedopornografico e alla pornografia minorile. I reati, commessi tra il 2022 e il 2023, mostrano un quadro inquietante della facilità con cui i predatori possono agire e sfruttare le vittime più vulnerabili. La procura sta lavorando alacremente per portare questi individui davanti alla giustizia e per impedire che altri adolescenti possano cadere nelle stesse trappole.
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Il ruolo della mamma

A fare scattare le indagini è stata la mamma della ragazzina che, insospettita, si è improvvisata investigatrice iscrivendosi alla piattaforma e riuscendo così a mettersi in contatto con gli adescatori. Una volta raccolto le prove ha sporto denuncia e gli agenti hanno provveduto al sequestro delle immagini della minorenne. L’utente con cui aveva stretto amicizia online la 13enne era un uomo di 25 anni che sapeva come manipolare la ragazzina. «Spogliati per me e scatta delle foto, poi mandamele», le scriveva.

La chat usata

L’applicazione utilizzata, chiamata Omegle, è una video chat online pensata per parlate con sconosciuti anonimamente. Due degli otto membri del branco sono under 14 e quindi la loro posizione è stata archiviata in quanto non imputabili. Nei confronti di altri quattro adolescenti, sempre maschi, invece procede il tribunale per i minori. Il pubblico ministero ha chiesto il processo per i due adulti ventenni. Questo caso serve come monito e richiama l’importanza di una maggiore educazione digitale per i giovani, affinché possano riconoscere i pericoli nascosti dietro la facciata di una falsa amicizia online. È fondamentale che i genitori, le scuole e le istituzioni lavorino insieme per creare un ambiente più sicuro e protetto per i nostri ragazzi.

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