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Valerio Salvatore muore a 29 anni in un incidente sul lavoro: il tetto su cui stava lavorando ha ceduto

Pubblicato: 23/06/2024 16:15

È stata una settimana difficile per la comunità di Latina, già sconvolta dalla morte di Satnam Singh. Ora, un altro tragico incidente sul lavoro ha colpito la provincia. Valerio Salvatore, un giovane romano di appena 29 anni, è morto cadendo dal tetto di un’azienda a Campoleone, situata al confine tra i territori di Aprilia e Lanuvio. Valerio lavorava come elettricista e operaio per l’impresa Fazel Impianti. Il 21 giugno scorso, mentre stava sistemando un cavo elettrico sul tetto di un capannone situato sulla Nettunense, il tetto è improvvisamente ceduto, facendolo precipitare da un’altezza di circa dieci metri. Nonostante l’intervento immediato dei sanitari del 118, i tentativi di rianimazione sono stati vani.

I carabinieri di Lanuvio e il personale del servizio prevenzione e sicurezza del lavoro della ASL sono intervenuti sul luogo dell’incidente per indagare sulla dinamica della tragedia. La Procura di Velletri ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, come atto dovuto per avviare una serie di indagini che verifichino le condizioni di sicurezza sul lavoro. La porzione del capannone dove è avvenuto il cedimento, che dalle prime immagini appare “marcia”, è stata sequestrata. Ora la famiglia di Valerio Salvatore cerca risposte e giustizia per la perdita del loro caro, e le indagini mirano a chiarire le responsabilità e le eventuali violazioni delle norme di sicurezza sul lavoro.
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Chi era Valerio Salvatore

Valerio Salvatore, originario di Villa Gordiani, viveva con la sua compagna a Roma Era un grande tifoso della Roma e molto attivo nel volontariato. Nel 2018 aveva ottenuto l’attestato di istruttore BLSD (Basic Life Support and Defibrillation) per insegnare le manovre di rianimazione cardio-polmonare.

Valerio aveva frequentato la scuola di elettricista al Don Bosco sulla Prenestina. La notizia della sua tragica scomparsa ha suscitato numerosi messaggi di cordoglio. Molti lo hanno ricordato come “un ragazzo d’oro, sempre solare e rispettoso con tutti. Era educatissimo e gentile. Eravamo sempre lì i sabati e domeniche a commentare le partite del Villa Gordiani. Poi gli anni di scuola al Don Bosco. “Valerio era il mio migliore amico. Racconterò a mio figlio di quanta bontà, gentilezza e purezza può esistere nel mondo, anche se a volte non si riesce a vederla, e gli racconterò di te che la trovavi sempre in ogni cosa, e riuscivi a farla cogliere a tutte le persone che avevi intorno. Era un ragazzo d’oro, amato e stimato da tutti quelli che lo hanno conosciuto”, il pensiero di Erika, un’amica di Valerio. E poi ancora Ignazio, compagno nel corso Blsd, che posta sui social un po’ di foto con Valerio: “Hai lasciato un vuoto incolmabile. Voglio ricordarti così, sorridente, e da lassù aiutaci ad aiutare”.

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