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Il tafazzismo di Giorgia in nome della coerenza

Pubblicato: 29/06/2024 09:39

In una notte di intense trattative, Giorgia Meloni ha scelto di seguire una strada che l’ha portata a rompere molti legami. Il giorno successivo, a Palazzo Chigi, si è sottolineato che la decisione della premier è stata guidata da coerenza e lealtà agli ideali. Tuttavia, il suo attuale isolamento in Europa è il risultato sia di una politica interna radicale, sia di una serie di errori tattici che l’hanno portata ad accettare una posizione di svantaggio imposta da altri leader europei come Scholz e Macron. Meloni ora si trova sola, consapevole di aver deluso anche Sergio Mattarella. Le sue speranze di ottenere un ruolo di rilievo nell’UE sono minime, e potrebbe dover accontentarsi di un portafoglio meno significativo di quanto sperato.

Nel contesto delle recenti votazioni, Meloni ha scelto di opporsi a determinati candidati e di astenersi su altri, sperando in un cambiamento radicale della situazione politica. La sua strategia è quella di puntare sul caos, sperando che eventuali cambiamenti esterni, come una possibile vittoria di Marine Le Pen in Francia o di Donald Trump negli Stati Uniti, possano alterare il quadro politico a suo favore. Questa tattica, tuttavia, l’ha esposta a una serie di umiliazioni e sconfitte sul piano internazionale. Tafazzismo.

Durante il drammatico Consiglio europeo a Bruxelles, Meloni ha cercato di portare avanti una strategia isolazionista, basata sulla convinzione che fosse meglio combattere da sola piuttosto che cercare compromessi che avrebbero potuto indebolire la sua posizione interna. Questo approccio, però, l’ha lasciata in una situazione difficile, con pochi alleati e molte sfide davanti. La premier ha tentato di giustificare le sue azioni come una difesa della coerenza politica, ma il risultato è stato un ulteriore isolamento sia in Europa che all’interno del suo stesso partito.

Le scelte di Meloni hanno portato a una serie di complicazioni. L’opposizione alla nuova Commissione Europea e il rischio di perdere il sostegno di alcuni membri chiave del Parlamento Europeo sono solo alcune delle difficoltà che dovrà affrontare. La premier ha anche visto la sua posizione minacciata dall’avanzata di figure come Marine Le Pen, che potrebbe sottrarle la leadership della destra sovranista europea.

Nella lotta per ottenere un portafoglio significativo nell’UE, Meloni rischia di perdere anche le poche concessioni che avrebbe potuto ottenere. La trattativa per i voti dei Fratelli d’Italia si preannuncia difficile, con la possibilità concreta che si concluda con un nulla di fatto. Inoltre, la posizione di Antonio Tajani è sempre più precaria, poiché potrebbe essere costretto a scegliere tra la lealtà al governo italiano e la sua lunga carriera politica europea.

Le recenti scelte di Giorgia Meloni l’hanno portata in una situazione di isolamento e incertezza, con poche prospettive di miglioramento nel breve termine.

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