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La prima gamba bionica comandata dal cervello: i primi test

Pubblicato: 02/07/2024 19:57

Tornare a muoversi con naturalezza per camminare, ma anche ballare e fare trekking, dopo l’amputazione di una gamba: ora diventa realtà grazie alla prima protesi comandata esclusivamente col pensiero, senza l’ausilio di sensori e controller robotici che muovano l’arto mediante algoritmi di andatura predefiniti. La protesi è comandata esclusivamente col pensiero grazie a un’interfaccia che collega il dispositivo al sistema nervoso del paziente. Questa innovazione è frutto del lavoro dei ricercatori del Massachusetts Institute of Technology (MIT) in collaborazione con il Brigham and Women’s Hospital, come riportato su Nature Medicine.

Il cuore della tecnologia risiede in un intervento chirurgico che ripristina la comunicazione tra i muscoli agonisti e antagonisti del moncone, preservando la percezione della posizione dell’arto nello spazio. Questo permette ai pazienti di controllare la protesi come se fosse una parte del loro corpo, piuttosto che un semplice strumento esterno.

La protesi è stata sperimentata su sette pazienti, confrontati con altri sette che avevano subito una tradizionale amputazione sotto il ginocchio. I test includevano: camminare in piano e su un pendio, scendere una rampa, salire e scendere le scale e infine camminare su superfici piane evitando ostacoli. I risultati hanno dimostrato che i pazienti con la nuova protesi bionica potevano eseguire movimenti più veloci del 41% rispetto alle protesi tradizionali, con una velocità paragonabile a quella delle persone senza amputazioni. Questa nuova protesi rappresenta un significativo passo avanti per il ripristino della funzionalità nei pazienti con gravi lesioni agli arti. L’interfaccia neuroprotesica, combinata con tecniche chirurgiche avanzate, consente ai pazienti di vivere la protesi come un’estensione del proprio corpo, migliorando notevolmente la qualità della loro vita.

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