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Fronte sovranista in Europa, Meloni isolata. E Giorgia è costretta a “tifare” per Macron

Pubblicato: 03/07/2024 11:11

Sono giorni difficili per Giorgia Meloni. Qualcuno ha scritto che, paradossalmente, la nostra Premier sarebbe “costretta” a tifare per una vittoria del fronte anti-Le Pen voluto da Macron al secondo turno delle elezioni francesi. Questo perché un’eventuale maggioranza di governo per il Rassemblement National di Jordan Bardella, delfino di Marine che diventerebbe Presidente del Consiglio in caso di maggioranza assoluta dei seggi, proietterebbe la Le Pen nel ruolo di guida del fronte sovranista che, a giudicare dai risultati delle recenti elezioni europee, è in chiara crescita a Bruxelles. La nascita quasi certa di un nuovo gruppo parlamentare che raccolga tutti gli Euro critici, a cominciare dagli ungheresi di Orban, costituirebbe un grosso problema per Giorgia. Il suo gruppo conservatore Ecr potrebbe ritrovarsi “svuotato” e diventare il quinto in ordine di grandezza nel Parlamento continentale, relegato a un ruolo marginale. Una pessima prospettiva per il Presidente del Consiglio italiano e per FdI, dopo tutti gli sforzi fatti per entrare a far parte dell’elite europea, quella che davvero prende le decisioni.

In questo senso si può leggere l’assoluta fedeltà all’Alleanza Atlantica mostrata sinora da Meloni e dai suoi. Una posizione necessaria per acquisire credibilità internazionale e per godere dell’appoggio degli Stati Uniti. Agli americani, però, interessa che ci sia un fronte compatto in appoggio alla Nato e che accetti le politiche Usa sulla guerra in Ucraina. Non ciò che accade all’interno del Parlamento europeo. Le dinamiche politiche continentali sono perciò slegate dall’appartenenza all’alleanza politico-militare fra Bruxelles e Washington. Giorgia lo sa e cerca di correre ai ripari, in attesa dei risultati del secondo turno delle politiche francesi, che in ogni caso legittimeranno – in maniera più o meno profonda – la figura di Marine Le Pen, destinata a diventare un riferimento forte per i sovranisti. Per questo la nostra Premier è in costante contatto con la destra polacca, nel tentativo di convincere i membri di Pis (il partito che ha perso recentemente il governo del Paese a Varsavia) a non lasciare il gruppo dei conservatori. Ma anche i polacchi si trovano sospesi fra due anime, quella che vorrebbe abbracciare in toto le tematiche sovraniste e quella più moderata. E non è ancora chiaro quale delle due prevarrà.

Matteo Salvini abbraccia Marine Le Pen (per rottamare Giorgia)

Ora perciò Meloni si trova di fronte a un bivio. Quello fra la moderazione mostrata sino a questo momento e un’eventuale “svolta sovranista” che, però, appare tutt’altro che alle porte. I problemi dell’Europa sono chiari ed evidenti a tutti, tanto che i leader dei principali Paesi ne parlano abbastanza apertamente. La debolezza militare del nostro continente in un periodo di forti tensioni internazionali è apparsa evidente. Così come la tendenza di alcuni a fare di testa propria: il riferimento a Macron, e in parte a Scholz, non è casuale. Anche perché proprio i leader politici di Francia e Germania hanno fatto di tutto, anche in occasione del G7 di Roma, per sminuire la figura dell’Italia e della stessa Meloni. Che oggi, paradossalmente, si trova costretta a sperare che Macron freni l’impetuosa crescita di Marine Le Pen per non restare isolata in Europa. E fra i suggerimenti di Monti, che vorrebbe un Governo italiano prono di fronte alla Von der Leyen e alla sua Commissione, e i timori di marginalità, Giorgia si trova oggi ad affrontare la sfida più difficile. Dalla quale, almeno in parte, dipenderà anche il futuro del centrodestra italiano, la cui solidità è minata dalle posizioni estreme assunte da Salvini, che con la Le Pen ha stretto un patto di ferro e sarebbe pronto a portare immediatamente la Lega nel nuovo gruppo sovranista europeo.

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Ultimo Aggiornamento: 03/07/2024 13:32