Vai al contenuto

Maternità surrogata, primo sì in Parlamento. E scoppia la polemica

Pubblicato: 03/07/2024 16:36

È arrivato libera della commissione Giustizia del Senato al disegno di legge che introduce il reato universale di maternità surrogata. Si è infatti concluso l’esame degli emendamenti e le dichiarazioni di voto, i gruppi hanno dato il mandato al relatore per l’approdo in Aula. A favore il centrodestra, contrarie tutte le opposizioni. Il provvedimento, che porta la firma di Fratelli d’Italia e fortemente voluto dalla stessa premier Giorgia Meloni, è stato approvato alla Camera il 26 luglio 2023.
Leggi anche: Alex Marangon trovato morto nel Piave; aveva ferite al viso e all’addome. Ma ci sono troppi punti oscuri…

La maternità surrogata, secondo Augusta Montaruli, di Fratelli d’Italia, è “una pratica indegna, che trasforma il corpo delle donne e la procreazione di bambini come merce da vendere al miglior offerente. Tutto questo è oltremodo abominevole e nulla c’entra con la libertà di essere genitore o di fare del proprio corpo ciò che si desidera. Tale business, che diventa sempre più di moda e in voga nel mondo, bandito in Italia, deve essere assolutamente condannato. Questo provvedimento, che aveva incassato l’ok già alla Camera, è la bandiera che Fratelli d’Italia, sotto l’egida di Giorgia Meloni, sventola con orgoglio perché è la vittoria della vera libertà e civiltà”.

“La mia proposta di legge, che ho annunciato a febbraio al congresso di Forza Italia, è un testo di avvio. Se ne potrà discutere. Io mi sono confrontato con il mio partito. Non ho chiesto il permesso a nessuno, se non alla mia coscienza” ha spiegato il capogruppo di Forza Italia al Senato, Maurizio Gasparri, illustrando alla stampa il disegno di legge che ha depositato la settimana scorsa e che prevede un reddito di 1000 euro al mese per un anno, alle donne in difficoltà economiche e con un Isee fino a 15 mila euro, se rinunciano ad abortire. Inoltre, per ogni figlio, dal terzo in poi scatterebbe una maggiorazione di 50 euro al mese e di 100 per ogni figlio con disabilità fino al diciottesimo anno d’età.

Gasparri ha ribadito che la sua proposta attua l’articolo 5 della legge 194 sull’interruzione di gravidanza “evocata, brandita e usata in tutti i modi – ha sottolineato – ma chi lo fa o è in malafede o è disinformato”, nel senso che – ha continuato – “quando la legge dice che i consultori hanno il compito di esaminare, con la donna, le possibili soluzioni ai problemi, anche economici, che potrebbero spingerla all’interruzione di gravidanza, e cercare di rimuovere quegli ostacoli, concretamente che fanno? I consultori fanno un predicozzo alle donne? O cosa? Io vorrei evitare che l’articolo 5 sia solo un volantino”. Per le coperture, il testo indica una previsione di spesa fino a 600 milioni di euro annui grazie a un fondo ad hoc previsto a decorrere dal 2024.

“Ho fatto un calcolo statistico, non sono in grado di prevedere esattamente quanto costerebbe, mi piacerebbe dare più soldi ma in fondo si danno i bonus per le auto elettriche, per le bici e un bambino varrà di più di un’auto elettrica?” ha aggiunto Gasparri. Ribadendo che il reddito di maternità è “un’opportunità che nasce da una scelta della donna” e a chi obietta che potrebbe attirare solo per ragioni economiche, ha replicato: “Qualsiasi legge può essere aggirata, non posso escluderlo ma io parto dalla realtà e dalla buona fede”. Infine, sul fatto che il contributo è previsto solo per le italiane ha spiegato: “Ho usato il criterio della cittadinanza italiana non come un concetto etnico ma amministrativo e giuridico. Vorrei evitare che una canadese, nel senso di non italiana, possa venire qua per approfittarne…..”.

“E’ francamente inaccettabile che si facciano le corse per approvare in commissione un provvedimento che non è neanche calendarizzato per l’Aula e ci sia il totale silenzio, da parte dei presidenti di commissione, sul fine vita che invece è in calendario per l’aula il 17 settembre. Su quel disegno di legge non si fa niente, non sono state convocate le commissioni mentre si obbliga la commissione Giustizia a lavorare a tappe forzate per chiudere un provvedimento, quello sulla maternità surrogata, che ha carattere ideologico e interessa alla maggioranza”. Questo il commento del senatore del Pd, Alfredo Bazoli, al termine della commissione Giustizia che ha approvato il disegno di legge promosso da Fratelli d’Italia e che dovrà passare all’aula del Senato per l’ok definitivo.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Ultimo Aggiornamento: 03/07/2024 22:51