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Corruzione: arrestati il generale dei carabinieri Liporace e l’imprenditore De Vellis

Pubblicato: 04/07/2024 13:19

Un’indagine del Nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza di Milano, condotta sotto la supervisione del pm Paolo Storari, ha portato all’esecuzione di un’ordinanza di arresti domiciliari per il comandante dei carabinieri Oreste Liporace, di origini calabresi. Liporace, che ricopriva il ruolo di comandante del secondo reggimento allievi, marescialli, brigadieri di Velletri (Roma), è ora al centro di un’inchiesta per corruzione, turbativa e false fatture.
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Un appalto da capogiro

L’accusa principale verte su un appalto da quasi 700mila euro per i servizi di pulizia della caserma, appalto che, fino al 2021, era stato affidato all’impresa Fabbro. Secondo l’ordinanza del gip Domenico Santoro, il generale Liporace avrebbe ricevuto tangenti per un totale di 22mila euro, oltre a borse di lusso, noleggi auto, biglietti per lo stadio Olimpico e per la Scala di Milano. Ma Liporace non è l’unico a finire nel mirino: ai domiciliari è finito anche Ennio De Vellis, imprenditore legato a Liporace e agli imprenditori Massimiliano e William Fabbro della Fabbro spa, anch’essi indagati.

Non finisce qui. L’inchiesta ha coinvolto anche Lorenzo Quinzi, capo del dipartimento per gli affari generali e la digitalizzazione del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Quinzi è indagato per turbata libertà degli incanti, una vicenda che ha radici nell’arresto per corruzione di Massimo Hallecker, dipendente di Fiera Milano spa, il quale aveva denunciato i Fabbro già nel 2022. L’indagine ha rivelato una fitta rete di interessi tra i due fratelli Fabbro e il generale Liporace, documentata anche da chat acquisite.

Le accuse

Le parole del procuratore Marcello Viola gettano ulteriore luce su questa intricata vicenda: “Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Milano ha dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di un imprenditore laziale, Ennio De Vellis. Nello stesso contesto i carabinieri del Ros hanno eseguito un analogo provvedimento a carico di un ufficiale generale dell’Arma, ovvero Oreste Liporace. Entrambi sono indagati per i reati di traffico di influenze illecite, emissione di fatture per operazioni inesistenti, corruzione e turbata libertà degli incanti“.

Le indagini, che coinvolgono altri imprenditori, funzionari e dirigenti pubblici di amministrazioni centrali dello Stato, si sono concentrate su illecite assegnazioni di fondi e appalti pubblici in cambio di denaro e altre utilità. Sono in corso perquisizioni in varie province d’Italia presso enti pubblici, persone fisiche e società coinvolte nelle vicende oggetto di approfondimento giudiziario.

Particolarmente significativo è un episodio che riguarda la messa in sicurezza dei balconi della sede del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Quinzi, parlando con un uomo non identificato, avrebbe promesso di interessare “una ditta che conosco”, ossia quella di De Vellis, per risolvere immediatamente il problema dei calcinacci pericolanti. Per De Vellis ci sarebbe stato un affidamento diretto dei lavori con procedura di somma urgenza.

Gli appalti finito nel mirino degli inquirenti

L’ordinanza del gip di Milano Domenico Santoro non si ferma qui. Viene infatti citato anche un episodio riguardante l’affidamento diretto del servizio di ripristino e restauro dell’orologio del Ministero, oltre a un servizio di disinfestazione vespe e uno di facchinaggio, sempre legati ai rapporti tra De Vellis, Quinzi e Stefano Adriani, funzionario del Ministero delle Infrastrutture.

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