Vai al contenuto

Creme solari sui bambini. I pediatri lanciano l’allarme: “Possibili rischi per la salute”

Pubblicato: 04/07/2024 17:34

L’Associazione Culturale Pediatri (Acp) ha sollevato dubbi sui rischi associati all’uso di creme e filtri solari, soprattutto sui bambini, scatenando un acceso dibattito sui social. L’Istituto Superiore di Sanità (Iss), citato nel documento dell’Acp, ha preso le distanze dalle affermazioni, chiarendo che nessuno dei suoi esperti è stato consultato e che le posizioni espresse non rappresentano quelle dell’Istituto. Il documento, pubblicato sull’European Journal of Pediatric Dermatology, firmato da pediatri e dermatologi, ha analizzato le ultime ricerche sui filtri solari, concentrandosi maggiormente sui rischi che ne conseguono. I pediatri sostengono che esporsi al “sole fa bene, ma le scottature vanno assolutamente evitate, specialmente in giovane età”. Per evitare le scottature però, “l’unica strada non può e non deve essere il filtro solare, che può presentare rischi sottovalutati per la salute. Una revisione degli studi scientifici fino ad oggi condotti non ha dimostrato che l’uso di filtri Uv sia associata a un minor rischio di cancro alla pelle“, si legge nel documento. In particolare, “alla luce di quanto evidenzia una robusta e recente letteratura scientifica accreditata” i pediatri segnalano “la possibilità di danni alla salute per l’utilizzo di filtri solari chimici ma anche fisici se con formulazioni ‘nano’”.

“Ci sono evidenze scientifiche che i filtri chimici attraversano la pelle e passano in circolo e che molte di queste molecole hanno azione di interferenza endocrina. Quest’ultima costituisce un rischio importante soprattutto per esposizione durante la vita fetale, nella prima infanzia e in adolescenza, tanto che la Fda, la Food and Drug Administration, non ha concesso la definizione di ‘efficacia e di sicurezza’ ai filtri chimici e l’American Academy of Pediatrics suggerisce di evitarli”, riporta il documento dell’Acp.

La posizione dell’Acp ha generato una forte reazione sui social media. Genitori e medici-divulgatori, come Beatrice Mautino, hanno espresso preoccupazioni e confusione. Beatrice Mautino, autrice del libro “La scienza dei cosmetici” e divulgatrice su X sui temi di salute, ha scritto un post intervenendo sul documento dell’Acp: “In questi giorni sta girando sui social e nelle sale d’aspetto un position paper di un’associazione culturale di pediatri che dice che le creme solari fanno male. Genitori in confusione e la Fnomceo credo manco sappia”.  Pronta la risposta dell’Iss che pur essendo citato nel documento, non ha partecipato alla sua redazione.

Per quanto riguarda le affermazioni riportate nel post di presentazione del documento, l’Istituto superiore di sanità ha precisato che “le creme solari vanno usate quando l’esposizione è inevitabile non perché siano considerate pericolose, ma perché la loro efficacia è limitata per vari motivi. Perché la protezione dagli Uv non è al 100%, perché le persone non le utilizzano come previsto (cioè usandone in quantità adeguata e ripetendone l’applicazione come suggerito, questo anche per via del costo delle creme) e perché danno un falso senso di sicurezza che porta le persone a prolungare l’esposizione”. Stefania Manetti, presidente dell’Acp, ha sottolineato che non c’è “nessun conflitto con l’Iss” sulla questione dei rischi delle creme solari, “anzi c’è piena collaborazione” e ha ringraziato l’Istituto “per aver sollecitato un confronto su questo argomento”.

Continua a leggere su TheSocialPost.it