Vai al contenuto

Ferragni, caso uova pasquali, l’Antitrust conclude l’istruttoria: l’influencer deve versare 1,2 milioni all’associazione benefica

Pubblicato: 05/07/2024 10:31

L’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha chiuso l’istruttoria sulle uova pasquali «griffate Ferragni», vendute durante le festività del 2021 e del 2022. L’indagine è partita per verificare se le informazioni pubblicitarie potevano indurre i consumatori a pensare che l’acquisto delle uova sostenesse economicamente l’impresa sociale «I Bambini delle Fate».
Leggi anche: “Chiara Ferragni rinuncia al ricorso: si terrà la multa di 1 milione di euro”. Dietro la scelta un piano ingegnoso

Le società coinvolte, Fenice, Tbs Crew, Sisterhood e Cerealitalia Industrie Dolciarie, hanno collaborato con l’Autorità. Fenice, Tbs Crew e Sisterhood gestiscono i marchi e i diritti relativi a Ferragni, mentre Cerealitalia è titolare del marchio Dolci Preziosi. Alla vendita delle uova era collegata un’iniziativa benefica a favore di «I Bambini delle Fate».

La decisione dell’Antitrust

L’Antitrust ha accettato gli impegni proposti dalle società, rendendoli vincolanti. Il più significativo è la donazione di almeno 1,3 milioni di euro a «I Bambini delle Fate» in tre anni. Fenice e Tbs Crew doneranno il 5% dei loro utili distribuibili, con un minimo di 1,2 milioni di euro, mentre Cerealitalia contribuirà con 100.000 euro.

Inoltre, le società separeranno chiaramente le attività commerciali da quelle benefiche, evitando future comunicazioni ambigue su eventuali contributi a iniziative benefiche tramite l’acquisto di prodotti.

L’Autorità monitorerà il rispetto degli impegni. In caso di inottemperanza, potrà riaprire il procedimento e imporre una sanzione fino a 10 milioni di euro. Se le violazioni persisteranno, l’attività d’impresa potrà essere sospesa per un massimo di trenta giorni.

Questa decisione protegge i consumatori, assicurando trasparenza nelle campagne pubblicitarie legate a iniziative benefiche. La collaborazione tra le società e l’Antitrust dimostra l’importanza di pratiche commerciali corrette e della fiducia dei consumatori.

Continua a leggere su TheSocialPost.it