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Premio Strega, la grande vittoria di Donatella Di Pietrantonio con “L’età fragile”: il successo di chi non ha mai mollato

Pubblicato: 05/07/2024 00:30

Donatella Di Pietrantonio ha finalmente raggiunto il suo sogno, conquistando il prestigioso Premio Strega con il suo ultimo lavoro L’età fragile (Einaudi). Con ben 189 voti, ha superato di gran lunga Dario Voltolini e il suo Invernale (La nave di Teseo), che si è fermato a 143 voti. Seguono Chiara Valerio con Chi dice e chi tace (Sellerio, 138 voti), Raffaella Romagnolo con Aggiustare l’universo (Mondadori, 83 voti), Paolo Di Paolo con Romanzo senza umani (Feltrinelli, 66 voti) e Tommaso Giartosio con Autobiogrammatica (minimum fax, 25 voti).

L’atmosfera a Villa Giulia era elettrizzante, con i sei finalisti che hanno fatto il loro ingresso scenico abbracciati in cerchio, come una squadra di rugby pronta per la battaglia. Nessun haka maori, però: al posto dei rituali, hanno alzato cartelli con la scritta: «I libri sono in gara chi li scrive no». La trasmissione televisiva è partita sotto la conduzione di Geppi Cucciari, affiancata da Pino Strabioli.

La vittoria di Di Pietrantonio non è stata una sorpresa. L’età fragile aveva già conquistato i 400 Amici della Domenica, la giuria storica, i votanti degli Istituti di cultura stranieri e i giovani studenti che lo hanno premiato come vincitore dello Strega Giovani. Il libro narra la vita di un’adolescente difficile e di una madre che non riesce a comprenderne i segreti, sullo sfondo di un doppio femminicidio avvenuto negli anni Novanta. Una storia di cronaca vera, che ha toccato il cuore di molti.

La determinazione di Donatella Di Pietrantonio ha fatto la differenza. Dopo aver sfiorato il successo con le sue opere precedenti, finalmente ha visto riconosciuto il suo talento. La scrittrice, nonostante il trionfo, ha scelto di rimanere nella sua amata Penne, in provincia di Pescara, continuando a esercitare la professione di dentista. Con il suo stile asciutto e incisivo, Di Pietrantonio racconta la realtà di provincia, fatta di silenzi e di un pudore atavico.

Gli altri concorrenti hanno accettato la sconfitta con intelligenza, consapevoli che lo Strega non si vince al primo colpo. La serata è stata caratterizzata da un’atmosfera di simpatia e rispetto reciproco. I finalisti, pur non avendo conquistato il primo posto, hanno saputo offrire opere di grande valore letterario. Voltolini ha narrato la malattia del padre, trasformando la macelleria di famiglia in un teatro del dolore. Chiara Valerio ha esplorato una vita magnetica a partire da una morte misteriosa. Romagnolo ha raccontato la storia di una maestra che si prende cura di una piccola orfana ebrea nell’Italia liberata. Di Paolo ha evocato il gelo interiore attraverso metafore glaciali, mentre Giartosio ha affidato la propria biografia a un lessico personale e suggestivo.

La serata è stata un successo sotto ogni punto di vista, confermando ancora una volta l’importanza del Premio Strega nel panorama letterario italiano. E Donatella Di Pietrantonio, con il suo fiato da maratoneta e la sua determinazione, ha finalmente varcato la soglia del Palazzo stregato, conquistando un meritato trionfo.

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Ultimo Aggiornamento: 05/07/2024 10:26