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È morto Pino D’Angiò, il cantautore simbolo degli anni Ottanta

Pubblicato: 06/07/2024 21:15

È morto a 71 anni Pino D’Angiò, il cantautore che negli anni ’80 ha raggiunto uno straordinario successo con “Ma quale idea”. Nato a Pompei il 14 agosto 1952, il cantante è scomparso sabato 6 luglio. La notizia è stata resa nota dalla famiglia tramite un post sul profilo Instagram dell’artista.

Nella nota pubblicata su Instagram si legge: “Non esistono parole per spiegare il buio in questo momento. Con immenso dolore, la famiglia comunica che oggi Pino ci ha lasciati”. Il messaggio continua con un pensiero dedicato all’artista: “Sei stato il più bel regalo che la vita potesse fare alle persone che hanno avuto il privilegio di conoscerti. La tua anima ha danzato sulle gioie e sulle sofferenze sempre allo stesso modo, con la forza delicata di un leone sorridente. Tutto. Oltre l’immaginabile, Questo eri, sei e rimarrai”.

Dopo la sua partecipazione al Festival di Sanremo 2024 al fianco dei BNKR44, anche i più giovani hanno riscoperto uno dei brani più famosi di Pino D’Angiò: “Ma quale idea”. Complici anche i social media, tra cui piattaforme come TikTok, le canzoni dell’artista hanno recentemente acquisito un rinnovato successo.

Pino D’Angiò, il cui vero nome era Giuseppe Chierchia, ha venduto oltre 12 milioni di dischi in tutto il mondo e ha vinto numerosi riconoscimenti durante la sua carriera, inclusa una nomina al Grammy. Era noto per il suo stile unico che mescolava funk, Italo-disco e rap. Tra i suoi successi internazionali si annoverano anche “Don’t Call Me Baby” dei Madison Avenue e “The Age of Love”, considerata una delle prime tracce di trance.

D’Angiò era un artista poliedrico che, oltre alla musica, si è dedicato anche alla poesia, al teatro e alla televisione. Parlava fluentemente spagnolo, inglese e francese, e fu tra i fondatori della Nazionale Cantanti, con cui ha giocato per ventidue anni.

Biografia

Pino D’Angiò, pseudonimo di Giuseppe Chierchia, nacque il 14 agosto 1952 a Pompei da una famiglia originaria di Mercato San Severino. Figlio dell’ingegnere Francesco Chierchia e dell’insegnante Franca Romana, trascorse la sua infanzia negli Stati Uniti seguendo il padre. Dopo il servizio militare, si iscrisse alla Facoltà di Medicina dell’Università degli Studi di Siena. Tuttavia, la sua passione per la musica lo portò a esibirsi nei locali per migliorare la sua disponibilità economica, fino all’incontro decisivo con il produttore discografico Ezio Leoni. Pino D’Angiò era sposato dal 1979 con Maria Teresa e aveva un figlio, Francesco, nato nel 1991.

Ascesa al successo

Nel 1979 esordì con la canzone “È libero, scusi?”, ma fu il singolo “Ma quale idea” del 1980 a consacrarlo al successo. Il brano vendette 2 milioni e mezzo di copie in Italia e 12 milioni di copie nel mondo, rimanendo al vertice della hit parade in Spagna per quattordici settimane nel 1981. Grazie a questo successo, Pino D’Angiò venne premiato come miglior paroliere italiano e si affermò in 22 paesi.

Partecipò al Festivalbar nel 1981 e nel 1982 e vinse la “Gondola D’Argento” alla Mostra Internazionale di Musica Leggera di Venezia nel 1980. Fu uno dei fondatori della Nazionale italiana cantanti, associazione benefica che ha elargito in beneficenza oltre 40 milioni di euro. Nel 1990 condusse in lingua spagnola l’elezione di Miss Universo in Venezuela e partecipò a vari eventi internazionali.

Compose canzoni per vari artisti, tra cui Mina, e lavorò per la RAI scrivendo e conducendo programmi radiofonici e televisivi. Partecipò anche a commedie musicali e recital teatrali da lui ideati, oltre a recitare nel film “Il camorrista” di Giuseppe Tornatore. Doppiò diversi film di Woody Allen su invito di Oreste Lionello.

Nel 1990 produsse insieme a Bruno Sanchioni la hit dance “The Age of Love“, considerata la prima espressione globale della musica “trance”. Le sue musiche furono utilizzate da diverse aziende per spot pubblicitari e continuò a esibirsi in tournée europee e mondiali.

Ultimi anni e omaggi

Nel 2018 partecipò all’album “Powerillusi & Friends” dei Powerillusi e nel 2022 comparve nel brano “Scandalo” di Franco126. Nel 2023 collaborò con la cantante francese Corine al singolo “Tutta sola” e pubblicò “Sali sul treno“. Nel 2024 partecipò al Festival di Sanremo duettando con il gruppo Bnkr44.

Discografia

La discografia di Pino D’Angiò è ricca e variegata, riflettendo la sua lunga e prolifica carriera musicale. Il suo debutto con l’album …Balla! nel 1981 segna l’inizio di un percorso di grande successo. L’anno successivo, pubblica Ti regalo della musica, consolidando ulteriormente la sua popolarità. Nel 1983 esce Una notte maledetta, un album che continua a mostrare la sua versatilità artistica.

Nel 1986 pubblica Sunshine blue, seguito nel 1988 da Gente sì & gente no e nel 1989 da Dancing In Jazz, album che esplorano nuove sonorità e influenze. Gli anni ’90 vedono l’uscita di STS – Siamo tutti stufi nel 1991, e Notte d’amore nel 1997, album pubblicato con il nome “Pino D’Angiò & Powerfunk”. La sua raccolta I successi viene pubblicata nel 1999 insieme a Ma quale idea? e le altre storie, celebrando i momenti salienti della sua carriera.

Nel 2002, esce l’album Lettere a Federico Fellini, un omaggio al grande regista italiano. Nel 2010, Pino D’Angiò pubblica The Only One, con “The Italian Jazz Band and Buscaglione Theory”, dimostrando ancora una volta la sua capacità di reinventarsi. Seguono Dagli Italiani a Beethoven nel 2016 e King of Funk – Pino D’Angiò 2023 nel 2019, che confermano la sua influenza sulla scena musicale. Infine, nel 2023, esce The New Album, l’ultima testimonianza della sua inesauribile creatività.

In una delle sue ultime interviste, Pino D’Angiò ha condiviso la sua filosofia di vita: “Non fare mai qualcosa per piacere agli altri. È un rischio, ma è l’unico modo per fare musica che sia personale, diversa, interessante e reale”.

Con la sua scomparsa, l’Italia perde una figura iconica della sua scena musicale, un uomo che ha saputo combinare umorismo, profondità e talento in un mix inconfondibile che ha lasciato un segno indelebile nella storia della musica italiana.

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Ultimo Aggiornamento: 07/07/2024 12:07