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Trento, morta in strada: il corpo di Donia trovato sotto un cavalcavia

Pubblicato: 06/07/2024 14:05

In un tranquillo pomeriggio di luglio, l’ombra di una tragedia si è abbattuta su Trento. Era venerdì 5 luglio quando un passante ha fatto una scoperta sconvolgente: il corpo senza vita di Donia Salhi, una ventisettenne di origini marocchine, giaceva in un anfratto nella boscaglia, sotto il cavalcavia ferroviario San Lorenzo, lungo corso Buonarroti.

La scena del ritrovamento era di una tristezza indicibile. Il corpo di Donia, steso in un giaciglio ricavato tra i cespugli vicino alle barriere protettive che separano i binari del treno dalla vegetazione, era in un luogo difficilmente accessibile. Solo una stretta scaletta conduceva alla piazzetta che ospita la struttura dismessa dell’ex Casino di Tiro al Bersaglio.

Le autorità, prontamente avvisate, sono arrivate sul posto: la volante della polizia di Stato, la squadra mobile e i sanitari. Tuttavia, non c’era nulla da fare per Donia. I medici hanno potuto solo constatare il decesso, avvenuto almeno due giorni prima del ritrovamento.

L’area è stata immediatamente interdetta per permettere alla scientifica di raccogliere ogni possibile traccia utile alle indagini. Le prime ipotesi, secondo quanto riportato da La Voce Del Trentino, suggeriscono una possibile overdose come causa della morte. Tuttavia, sono in corso accertamenti per chiarire la vicenda, e non è ancora stato deciso se verrà eseguita un’autopsia.

Donia Salhi era cresciuta a Piscine, una frazione del comune di Sover, nell’Alta Val di Cembra. Una vita normale, segnata però da un trasferimento in Trentino circa dieci anni fa. La sua storia si intreccia ora con un mistero che le autorità sono determinate a risolvere, nella speranza di dare risposte alla sua famiglia e a una comunità sconvolta da questa tragica perdita.

In attesa di ulteriori sviluppi, l’intera zona resta sotto lo sguardo attento degli inquirenti, mentre la comunità si stringe nel dolore per la giovane vita spezzata.

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