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Gaza, missili su una scuola: 16 morti. Manifestazioni in tutto Israele

Pubblicato: 07/07/2024 09:44

Oggi, manifestazioni di protesta sono state convocate in tutto Israele per segnare il nono mese dall’attacco di Hamas a Israele, che ha scatenato la guerra nella Striscia di Gaza. I manifestanti stanno bloccando le principali arterie stradali e si stanno radunando davanti alle case dei membri della coalizione che sostiene il governo di Benjamin Netanyahu, chiedendo elezioni anticipate e un accordo per il ritorno di tutti gli ostaggi. Con lo slogan “Stop Israel“, il movimento di protesta pro-democrazia mira a radunare oltre un milione di persone con la richiesta di sciogliere la Knesset, il Parlamento israeliano.

La giornata è iniziata all’alba con le proteste davanti alle case dei ministri e dei deputati dell’attuale coalizione di governo, tra cui il ministro della Difesa Yoav Gallant e il presidente della Knesset Amir Ohana, entrambi del Likud del premier Netanyahu. Le grida come “Svegliatevi, il Paese vale più di questo“, “Nove mesi di fallimento assoluto” e “C’è sangue sulle vostre mani” attribuiscono ai membri del governo la responsabilità della morte di oltre 1.600 israeliani in nove mesi, tra le vittime del 7 ottobre e i soldati caduti a Gaza, e sulla sorte dei 116 ostaggi ancora detenuti nell’enclave palestinese.

La giornata di protesta culminerà con una manifestazione davanti alla residenza di Netanyahu nel quartiere Rehavia di Gerusalemme e davanti alla base militare Kirya a Tel Aviv, sede principale dell’esercito e del ministero della Difesa, dove manifesteranno i parenti dei 251 ostaggi presi da Hamas il 7 ottobre, di cui 116 ancora in prigionia. Alla periferia di Tel Aviv, i manifestanti si sono schierati anche davanti alla residenza di Arnon Bar David, presidente dell’Histadrut – la federazione dei sindacati del settore pubblico in Israele – per chiedergli di indire uno sciopero generale nazionale. I manifestanti si sono radunati anche agli incroci stradali per bloccare il traffico e hanno organizzato carovane di veicoli che interromperanno la circolazione delle principali autostrade del Paese, in particolare quelle che collegano Tel Aviv con il resto delle città della costa mediterranea.

Nel frattempo, è il “caos assoluto” all’Ospedale dei Martiri di Al Aqsa, a Deir el-Balah nel centro della Striscia di Gaza, dopo l’attacco israeliano di ieri al campo profughi di Nuseirat, che ha colpito la scuola al-Jaouni gestita dall’Unrwa, uccidendo almeno 16 persone. Secondo fonti mediche, la struttura sanitaria, che ha la capacità di curare 200 persone, è ora alle prese con almeno 600 pazienti. L’esercito israeliano ha spiegato che l’attacco aveva come obiettivo i “terroristi” operanti nella zona, ma l’agenzia palestinese Wafa ha riferito che l’edificio era utilizzato come rifugio per gli sfollati, ospitando centinaia di donne e bambini. Hamas ha negato la presenza di suoi combattenti nella struttura, accusando l’occupazione di mentire per giustificare i suoi crimini.

In un contesto di continue tensioni, l’Egitto ospiterà nei prossimi giorni delegazioni di Stati Uniti e Israele per affrontare i “punti in sospeso” riguardanti un possibile cessate il fuoco nella Striscia di Gaza, dopo che Hamas ha presentato una proposta di accordo rivista. Il Cairo sta allacciando contatti con tutte le parti per promuovere gli sforzi di tregua, inclusa la mediazione con Hamas per discutere uno scambio di ostaggi israeliani con prigionieri palestinesi. Il leader dell’ufficio politico di Hamas, Ismail Haniyeh, ha presentato una nuova proposta ai mediatori, e il capo del Mossad, David Barnea, ha recentemente incontrato il primo ministro del Qatar per discutere ulteriormente.

Netanyahu ha incaricato la sua squadra negoziale di tornare a Doha per riprendere i negoziati, pur riconoscendo che ci sono ancora lacune tra le posizioni delle parti. Hamas insiste sulla cessazione definitiva delle ostilità e sul ritiro delle truppe israeliane, anche se potrebbe accettare una tregua graduale con garanzie scritte. Netanyahu ha affermato che la guerra non finirà finché Israele non avrà distrutto le capacità militari e di governo di Hamas e non avrà ottenuto il ritorno di tutti gli ostaggi.

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