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La vittoria di Macron. E meno male che era un pazzo…

Pubblicato: 07/07/2024 21:47

Ah, Emmanuel Macron, il presidente pazzo che tutti adorano criticare. Sembrava che stesse conducendo la Francia verso il precipizio, come un moderno Icaro, volando troppo vicino al sole con quelle sue elezioni anticipate. E invece, voilà, la Francia non è caduta nel baratro dell’estrema destra. Chi l’avrebbe mai detto?

Con la sua tipica spavalderia, Macron ha rischiato il tutto per tutto, giocando una partita che in molti hanno definito azzardata. E, per un attimo, sembrava proprio che il nostro eroe nazionale avesse perso il senno, pronto a consegnare il paese a Marine Le Pen e al suo Rassemblement National. Ma ecco che il miracolo accade: la Francia ha risposto con una mobilitazione straordinaria, evitando l’incubo autoritario. Ah, i francesi e la loro innata teatralità politica!

Ricordate quando tutti gridavano alla follia? “Macron è pazzo!”, “Ha perso la bussola!” E invece, a giochi fatti, si scopre che il nostro presidente aveva un piano. Sì, forse un po’ rischioso, ma dannatamente efficace. Non ha lasciato che il malcontento crescesse fino a un punto di non ritorno. Ha anticipato la crisi, ha disinnescato la bomba, ha dimostrato che a volte bisogna prendere il toro per le corna, anche se il toro ha l’aria minacciosa.

Il paragone con Jacques Chirac è inevitabile. Anche lui, nel lontano 1997, indisse elezioni anticipate, consegnando il governo ai socialisti. Una mossa che fece storcere il naso a molti, ma che alla fine si rivelò necessaria per il bene del paese. Macron ha fatto lo stesso. Ha messo il bene della nazione sopra gli interessi di partito, rischiando grosso e dimostrando, ancora una volta, che a volte è necessario essere un po’ pazzi per essere un grande leader.

Ora, non fraintendetemi, non sto dicendo che tutto andrà liscio come l’olio. La Francia si trova davanti a un biennio complicato, con disordini all’orizzonte e una crisi economica che bussa alla porta. Ma almeno, grazie alla “pazzia” di Macron, ci siamo risparmiati il peggio.

E cosa dire del nuovo parlamento? Un mosaico di sinistre unite, un fronte eterogeneo che potrebbe crollare al primo soffio di vento, contro un Rassemblement National pronto a mordere. L’ingovernabilità sembra quasi garantita, ma hey, questo è il prezzo da pagare per evitare la catastrofe autoritaria.

E mentre tutti si interrogano su chi potrebbe essere il “Supermario” francese, non possiamo fare a meno di ammirare l’audacia di Macron. Forse non troveremo un Monti o un Draghi alla francese, ma una cosa è certa: Macron ci ha mostrato che a volte bisogna essere un po’ pazzi per evitare di cadere nell’abisso. E meno male che era un pazzo, direbbe qualcuno. Chapeau, monsieur le Président.

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