Vai al contenuto

Morte Erika Boldi: l’ultima telefonata poi il buio. La mamma: “È stata gettata nel fiume”

Pubblicato: 09/07/2024 09:36

Erika Boldi non è morta per annegamento. Il corpo della giovane ventiseienne è stato ritrovato senza vita e senza vestiti nelle griglie di una chiusa del fiume Tartaro, a Vigasio. La comunità è sconvolta, mentre gli inquirenti stanno cercando di fare luce sulle ultime ore di vita della ragazza. Erika, descritta come una persona con problemi di droga, potrebbe essere stata coinvolta in brutti giri. Le indagini sono condotte dai carabinieri della sezione investigativo scientifica, sotto la guida del tenente colonnello Stefano Mazzanti. La mamma di Erika, che aveva tentato più volte di convincerla a disintossicarsi, è distrutta dal dolore e chiede disperatamente di sapere cosa è accaduto alla figlia. “Ditemi come è morta mia figlia”, è il suo grido di dolore.
Leggi anche: Erica trovata nuda in un canale: tutte le ipotesi sulla morte della 26enne
Leggi anche: “Scappava e urlava disperato”: le novità shock sulla morte di Alex Marangon

L’ultimo avvistamento

L’ultima volta che Erika è stata vista viva risale a sabato scorso. Si trovava in un locale di Villafranca, dove stava bevendo dei drink, come riportato dal quotidiano L’Arena di Verona. In seguito, si è allontanata con alcune persone, scomparendo nel nulla fino al tragico ritrovamento nel fiume. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire cosa sia accaduto in quelle ore cruciali.

La famiglia di Erika si è affidata all’avvocato Marco Pezzotti, che ha nominato un perito di parte per assistere all’autopsia. La Pm Beatrice Zanotti ha conferito l’incarico peritale e l’esame si svolgerà oggi, 9 luglio, alle ore 15.

L’ultima telefonata

Un dettaglio importante emerge dall’ultima telefonata di Erika. “Sabato alle 23.30 Erika ha chiamato la sorella per dirle che la mattina era stata arrestata per resistenza a pubblico ufficiale a Mantova. L’arresto è stato convalidato e lei è stata rimessa in libertà in attesa del processo fissato per ottobre. Me lo ha raccontato, ma non era agitata”, riferisce la mamma al giornale L’Arena. “Non era nemmeno spaventata. Io temo che poi Erika sia salita in auto con qualcuno che forse le ha ceduto della sostanza e che lei abbia avuto un’overdose. E che quella persona, anziché chiamare il 118 o portarla in ospedale, l’abbia abbandonata senza scrupoli, o addirittura l’abbia scaraventata nel fiume per non farla trovare subito. Forse si poteva salvare”.

La comunità di Vigasio attende con il fiato sospeso la verità sulla tragica fine di Erika Boldi, mentre le autorità continuano le indagini per dare giustizia a una giovane vita spezzata troppo presto.

Continua a leggere su TheSocialPost.it