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Cellulare in classe, stop da settembre. Valditara firma la circolare

Pubblicato: 10/07/2024 18:04

Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha annunciato un nuovo divieto sull’uso degli smartphone in classe, incluso per scopi didattici, a partire dal prossimo anno scolastico. Il ministro Giuseppe Valditara ha spiegato che ha firmato una circolare che proibisce l’uso dei cellulari nelle scuole fino al livello delle medie. Questa decisione non riguarda però i tablet o i computer, che potranno essere utilizzati sotto la guida degli insegnanti. Intervenendo al convegno “La scuola artificiale – Età evolutiva ed evoluzione tecnologica” a Roma, il ministro ha sottolineato che “La scuola come comunità educante non può prescindere dal ruolo del docente che deve guidare questi strumenti. Deve valorizzare, motivare e dare entusiasmo ai giovani”. “Bisogna evitare che i nostri ragazzi stiano più dentro alla community dei social che dentro alla comunità delle relazioni“.
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La decisione ha suscitato discussioni e dibattiti tra educatori, genitori e studenti. Alcuni vedono nel divieto una necessaria misura per prevenire distrazioni e migliorare la qualità dell’insegnamento, mentre altri ritengono che escludere gli smartphone possa limitare le potenzialità didattiche offerte da questi dispositivi. “Con quella rivoluzione per cui bisognava andare verso le nuove tecnologie sempre e comunque, i compiti a casa venivano messi sul registro elettronico, su quella scheda elettronica che un bambino era costretto a consultare oppure doveva ricorrere ai genitori. Fermo restando che i genitori continueranno a essere avvisati con questo strumento, ho disposto che per il prossimo anno scolastico e per gli anni successivi ritorni il diario di una volta dove il bambino segna a penna che cosa deve fare per domani, per dopodomani, e i compiti a casa” ha aggiunto il ministro. In questo modo, “il genitore potrà controllare se il figlio non gli fa vedere il diario però il bambino si abitua a scrivere. Noi dobbiamo riabituare i nostri ragazzi al rapporto con la penna e con la carta“. 

A partire dall’anno scolastico 2024-2025 poi, alcune scuole italiane parteciperanno a un progetto pilota che prevede l’introduzione di assistenti basati sull’intelligenza artificiale. Questo progetto mira a personalizzare l’esperienza didattica, migliorare le performance degli studenti e ridurre il carico amministrativo per gli insegnanti, permettendo loro di concentrarsi maggiormente sull’insegnamento e sulle relazioni interpersonali con gli studenti.Ha infine concluso, “ci vuole una formazione adeguata, non a caso noi abbiamo stanziato 450 milioni di euro del Pnrr proprio per la formazione dei docenti all’utilizzo di queste nuove pratiche, soprattutto per l’utilizzo, più in generale, dell’intelligenza artificiale”.

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Ultimo Aggiornamento: 10/07/2024 18:37