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Iniziato il trasferimento degli F-16 in Ucraina. Si alza la tensione fra Nato e Cina: ma Pechino sta con Putin

Pubblicato: 10/07/2024 19:26

Il Segretario di Stato americano Antony Blinken, a margine del summit dell’Alleanza Atlantica in corso a Washington, ha annunciato l’invio dei caccia F-16 di fabbricazione statunitense all’Ucraina da parte dell’Olanda e della Danimarca. “La via più veloce verso la pace è attraverso un’Ucraina forte e indipendente”, ha affermato Blinken, “in grado di reggersi sulle proprie gambe e sempre più integrata con organizzazioni come l’Unione Europea e la Nato. Quello che vediamo è che l’Ucraina è sulla traiettoria per fare proprio questo, militarmente”. Dichiarazioni ovvie e obbligate che, però, lasciano molto perplessi per alcuni motivi. Il primo e più serio è che, se Mosca da una parte non farà passi indietro, dall’altra l’esercito ucraino è da tempo in difficoltà per mancanza di effettivi. Una situazione che con l’andar del tempo non potrà che peggiorare. Quindi, l’unico modo di prolungare la guerra così tanto da indurre Putin a più miti consigli passerebbe attraverso l’invio di truppe di supporto Nato all’esercito ucraino. Un’ipotesi che aprirebbe la strada a un’esclation del conflitto su scala globale.

Anche perché, ed è un dato emerso dallo stesso summit americano, la Cina è diventata parte in causa non solo di questo conflitto, ma anche della coalizione anti Occidentale la cui genesi inizialmente era attribuita a Putin, ma che ora vede Pechino porsi come guida e forza trainante. Non a caso, in un comunicato congiunto oggi i Paesi Nato hanno intimato alla Cina di sospendere il trasferimento alla Russia di equipaggiamenti che possano essere utilizzati per la guerra in Ucraina. Emettere un simile ultimatum quando la Cina stessa ha appena annunciato le manovre militari congiunte con la Bielorussia ai confini di Ucraina e Polonia è una mossa poco comprensibile. La Cina, sia pure per un’esercitazione, manderà il proprio esercito nel cuore dell’Europa. Non era mai accaduto, ed è il chiaro segno delle intenzioni di Pechino. Che oltretutto ha appena annunciato che, in caso di guerra fra Nato e Russia si schiererà con Putin.

L’entrata della Cina nel conflitto cambierebbe tutto. Perché si uscirebbe dalle schermaglie e dalle minacce che ricalcano tattiche già note dai tempi della Guerra Fredda per estendere il conflitto fino al Sud Est Asiatico. Se l’Occidente mandasse truppe in Ucraina, quindi, e Putin dovesse rispondere con una vera e propria dichiarazione di guerra alla Nato, al suo fianco ci sarebbe la Cina. Quindi chiedere ai cinesi di smettere di fornire alla Russia aiuti militari, cosa che Pechino fa dall’inizio del conflitto, sembra quasi un modo per mettere i vertici del partito comunista cinese sotto pressione. Forse si può leggere in questo senso anche l’accelerazione sulle forniture degli F-16 a Kiev, che non era attesa durante il summit della Nato.

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