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Macron affetto da “macronite”: i rischi del narcisismo dopo le elezioni

Pubblicato: 11/07/2024 18:58

Emmanuel Macron deve essere affetto da quella patologia di cui soffriva Superman, la criptonite, nel suo caso, visto il suo narcisismo, da macronite. È vero che ha azzeccato la mossa spregiudicata delle elezioni anticipate per fermare, richiamando pure Giovanna d’arco, oltre che ugonotti e catari, per fermare gli epigoni di Vichy, ma nel frattempo non ha pensato ad una strategia d’uscita politica. La sua lettera mai con le estreme è un atto di impolitica pura. Un uomo di Stato deve trovare soluzioni non negare proposte come un bambino capriccioso che si porta via il pallone.

La verità è che lui voleva che il RN di Marine Le Pen andasse meglio, pur non avendo, non era possibile, la maggioranza assoluta, e costituisse un governo di maggioranza precaria con Jordan Bardella, inesperto per quanto spregiudicato, per avere come Jepp Gambardella la possibilità di veder fallire la festa della destra francese. Invece quegli sciamannati, che avevano avuto successo alle europee, han subito, complice il sistema elettorale e la regia di Attal, una debacle ed ora il parlamento francese è stretto tra due estreme è la soluzione diventa ardua. Ci vorrebbe un Draghi francese, ma loro hanno la Lagarde che ha il carisma di un pesce stocco, e Strauss-Kahn si è autosuicidato. E poi un Draghi farebbe ombra all’Enfant Prodige dell’Eliseo, cosa che lo farebbe impazzire più di quanto facesse Luigi XV per Madame le Pompadour.

Diventare un uomo di potere è nelle corde di Macron, nato, formato e sposato per questo, ma un leader politico si dimostra tale quando riesce con il quadro politico a disposizione a trovare una soluzione dignitosa per un paese come la Francia a cui le carte non sorridono come una volta. E per trovare una soluzione non servono mosse spregiudicata ma molto pensate invece. Questa volta bisogna trovare una persona di grande prestigio e capacità politiche per mettere insieme un governo. E lo deve fare anche con gente con cui mai Monsieur le President andrebbe a cena, una cosa più per un Andreotti che per un burattino di Macron. Il suo essere burattinaio lo condannerebbe all’opera dei pupi siciliani tra Orlandi furiosi e mori saraceni, per fare suonare ancora la marsigliese all’Operà di Parigi ci vuole un leader politico. Smetta di dettare lettere dei desideri e faccia un oscuro, se ne è capace, lavoro per la Francia. Serve anche all’Europa.

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