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Morti per botulismo, svolta nelle indagini: ci sono indagati, cos’è successo alla clinica

Pubblicato: 08/08/2025 19:35

La Procura di Paola ha iscritto tre indagati a vario titolo per omicidio colposo, lesioni personali colpose e commercio di sostanze alimentari nocive nell’inchiesta sul focolaio di botulino a Diamante (Cosenza). Nel procedimento figurano il commerciante ambulante che avrebbe venduto il prodotto contaminato e i legali rappresentanti di due ditte fornitrici degli alimenti impiegati. Le vittime accertate sono un uomo originario del Napoletano e una donna residente nel Cosentino.

Su disposizione del sostituto procuratore Maria Porcelli è stato sequestrato il furgone adibito alla vendita: i primi rilievi indicano che il mezzo sostava per l’intera giornata sotto il sole, circostanza che potrebbe aver favorito la proliferazione di tossine botuliniche in prodotti deperibili non correttamente conservati. Le ipotesi accusatorie sono definite dagli inquirenti «in fase embrionale» e saranno vagliate con accertamenti tecnici e scientifici, anche con il supporto dei NAS e dell’ASP competente. La Procura segnala inoltre che in alcuni casi il decorso clinico è peggiorato per diagnosi tardiva dei sintomi compatibili con intossicazione da botulino.

Parallelamente è stata aperta un’indagine sulla morte sospetta di una 45enne deceduta a Praia a Mare: secondo l’esposto del fratello, la donna avrebbe consumato un panino in un food truck di Diamante, lo stesso richiamato nei casi ora in cura all’ospedale. La Procura disporrà la riesumazione della salma per autopsia e sta effettuando verifiche sulla clinica privata di Belvedere Marittimo, dove la donna — così come Luigi Di Sarno, 52enne di Cercola morto a Lagonegro — si era presentata dopo i primi malesseri. I medici della struttura potrebbero essere iscritti nel registro degli indagati come atto dovuto per consentire gli esami peritali.

Cos’è successo alla clinica ai pazienti

Pare che le diagnosi tardive abbiamo purtroppo peggiorato drasticamente la situazione in alcuni casi: “in alcuni casi il decorso clinico è stato aggravato dalla mancata tempestiva diagnosi, in quanto i sintomi non sono stati immediatamente riconosciuti come compatibili con intossicazione da botulino, ritardando pertanto l’avvio del trattamento specifico”.

Sul fronte sanitario, all’Annunziata di Cosenza risultano 12 pazienti ricoverati tra 16 e 50 anni: nove in Terapia intensiva e tre in Pronto soccorso. «I pazienti in Intensiva sono gravi e necessitano di particolare attenzione», ha spiegato Andrea Bruni, direttore UO Rianimazione. Cinque di loro hanno ricevuto l’antidoto anti-botulino; altre quattro scorte sono state autorizzate dal Centro nazionale antiveleni di Pavia. L’efficacia si valuta sulla non progressione della malattia entro circa 24 ore dalla somministrazione. Secondo le ricostruzioni cliniche, tutti avrebbero consumato panini con salsiccia e broccoli acquistati presso un camioncino ambulante sul lungomare di Diamante.

La Procura invita chi avesse acquistato alimenti da ambulanti nell’area di Diamante nei giorni precedenti all’insorgenza di sintomi (vista doppia, difficoltà a deglutire, secchezza della bocca, debolezza, paralisi respiratoria) a rivolgersi con urgenza alle strutture sanitarie. L’autorità giudiziaria assicura che seguirà «con la massima attenzione» l’evoluzione del caso per la tutela della salute pubblica.

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Ultimo Aggiornamento: 08/08/2025 23:22

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