
Lacrime e sgomento nel mondo del calcio italiano: la notizia della scomparsa di Francesco Cimino ha lasciato tutti senza parole. A soli 33 anni, il capitano del Castellazzo si è spento troppo presto, portando via con sé non solo un simbolo della sua squadra, ma anche un esempio di forza per tutta la comunità sportiva piemontese. Il destino ha interrotto il suo cammino mentre ancora aveva tanto da dare, sul campo come nella vita di tutti i giorni.
Lutto e solidarietà hanno avvolto non solo i tifosi biancoverdi, ma tutto il panorama calcistico di Asti e Alessandria. La sua battaglia contro la malattia era diventata la battaglia di un intero territorio, con squadre rivali e amici pronti a offrire sostegno. E oggi, mentre la notizia corre veloce sui social, la comunità si stringe attorno alla famiglia Cimino, tra messaggi di cordoglio e ricordi indelebili.
Il dolore condiviso e la forza della comunità

Nei mesi scorsi, la solidarietà verso Cimino era diventata virale. Anche società guidate da mister Bellingeri avevano espresso vicinanza, dimostrando come il calcio sappia unire oltre ogni rivalità. Parole e gesti che oggi risuonano ancora più forti, mentre il silenzio lascia spazio alle lacrime e al ricordo.
Il messaggio ufficiale del Castellazzo: commozione e memoria

Ad annunciare la perdita di Cimino è stato proprio il Castellazzo, affidando ai social un messaggio che ha commosso tutti: “Questa notte ci ha lasciati Francesco Cimino, il nostro capitano, il nostro ‘the wall’. Aveva solo 33 anni, ma ha vissuto ogni giorno con la forza e la determinazione che solo i grandi uomini sanno trasmettere”, si legge nel post. Un ricordo che continua: “Padre esemplare, marito amorevole, figlio e fratello che tutti avrebbero voluto avere accanto. Uomo vero, sportivo instancabile, sempre dedito all’allenamento e capace di spronare chiunque con il suo esempio”.
Un tributo sincero che racconta non solo l’atleta, ma soprattutto l’uomo. Il Castellazzo lo definisce senza esitazione “leader, anima del gruppo”, sottolineando la grinta e la determinazione che lo hanno accompagnato anche nell’ultima, durissima sfida della vita.
Un esempio per tutti: la lezione di Francesco

Il nome di Cimino resta legato alle sue imprese sportive, ma soprattutto ai valori umani che ha saputo trasmettere. Allenatori come l’astigiano Stefano Raimondi lo ricordano con stima, a testimonianza di quanto abbia saputo lasciare il segno dentro e fuori dal campo.
La provincia, fatta di sacrificio e passione, perde un vero protagonista: Francesco Cimino resterà il capitano e il “muro” di chiunque abbia avuto il privilegio di vederlo combattere, ogni giorno, con spirito e coraggio. Il suo esempio continua a vivere, insegnando che nella vita – come nello sport – non bisogna mai arrendersi. E oggi, il calcio italiano lo piange, ma non lo dimenticherà mai.