
Dal prossimo 1° settembre, l’ex vicepresidente Kamala Harris non avrà più la protezione del Secret Service, l’agenzia federale che garantisce la sicurezza dei leader americani. La decisione porta la firma del presidente Donald Trump, che con un memorandum ufficiale ha ordinato la revoca della proroga concessa mesi fa da Joe Biden.
La mossa non arriva all’improvviso. Già nei mesi scorsi Trump aveva fatto parlare di sé per provvedimenti simili, come la sospensione della scorta per l’ex consigliere alla sicurezza nazionale John Bolton e, a marzo, per i figli di Biden, Hunter e Ashley. In questo quadro, la scelta di interrompere la protezione a Harris si inserisce come un ulteriore segnale politico, destinato a far discutere.

Perché ha potuto farlo
Le regole americane sono chiare. Gli ex presidenti godono di una scorta a vita, ma per i vicepresidenti la tutela si esaurisce sei mesi dopo la fine dell’incarico. Tecnicamente, Harris non avrebbe avuto più diritto alla protezione già dal 21 luglio. Prima di lasciare la Casa Bianca, però, Biden aveva deciso di allungare i tempi fino a gennaio 2026, garantendole un margine di sicurezza più ampio.
Ora quella proroga è stata annullata. Nel documento inviato alla ministra della Sicurezza nazionale Kristi Noem, Trump scrive senza giri di parole: «Con la presente, è autorizzata a interrompere qualsiasi procedura di sicurezza precedentemente autorizzata a partire dal 1 settembre». Un passaggio secco, che segna la fine della protezione federale per l’ex vicepresidente.
Il tempismo della decisione di Trump
La scelta di Trump arriva in un momento particolare. Harris, infatti, si prepara a tornare al centro dell’attenzione pubblica con l’uscita del libro 107 Days, racconto della sua breve campagna presidenziale, in arrivo nelle librerie il prossimo 23 settembre.
Un dettaglio che non passa inosservato e che contribuisce a dare un significato politico alla decisione. La revoca della scorta coincide con il ritorno della Harris sulla scena nazionale, e segna simbolicamente una cesura netta con il passato democratico.
Le parole di Kamala Harris
L’ex vicepresidente non ha alzato i toni. Ha preferito affidare il suo pensiero a una nota della portavoce Kirsten Allen, ringraziando pubblicamente gli agenti che l’hanno protetta in questi anni: «Il vicepresidente è grato al Secret Service degli Stati Uniti per la sua professionalità, dedizione e impegno incrollabile per la sicurezza».
Un messaggio sobrio, che riconosce il lavoro svolto dal Secret Service senza alimentare ulteriori polemiche. Resta però il dato politico: la Harris, una delle figure più rilevanti dell’era Biden, da settembre si muoverà senza la protezione che, almeno fino a poche settimane fa, le era stata garantita.