
La vicenda che ha spezzato la vita di un giovane e sconvolto una comunità sta ora approdando in tribunale. Dopo mesi di indagini e testimonianze, la magistratura ha deciso di rinviare a giudizio la ragazza che si trovava al volante la notte dell’incidente. A breve sarà chiamata a rispondere dell’accusa di omicidio stradale, in un procedimento che pone ancora una volta l’attenzione sui pericoli legati all’imprudenza e alla guida senza patente.
Secondo quanto emerso dagli atti, la dinamica del sinistro avrebbe mostrato con chiarezza la gravità delle scelte compiute quella sera. Non solo la giovane era minorenne e priva di abilitazione, ma a bordo del veicolo viaggiava un numero ben superiore alla capienza consentita, con condizioni che hanno trasformato la strada in un luogo di rischio estremo.
L’incidente

Era la notte tra il 9 e il 10 maggio quando, a San Prisco, in provincia di Caserta, nove ragazzi si trovavano stipati dentro un Suv MG ZS. Alla guida c’era Noemi N., all’epoca minorenne e senza patente, che all’altezza di una rotatoria avrebbe perso il controllo dell’auto. Il mezzo si è ribaltato e nell’impatto è morto sul colpo Alessio Russo, 25 anni, seduto sul sedile posteriore.
Secondo le prime ricostruzioni, il giovane non era regolarmente seduto: pare fosse in braccio a un amico, parzialmente sporto dal finestrino. Proprio questa posizione lo avrebbe reso ancora più vulnerabile al momento del ribaltamento, quando il peso del veicolo lo ha schiacciato senza lasciargli scampo.
Nove persone a bordo e una nel bagagliaio
Le indagini hanno rivelato uno scenario impressionante: cinque ragazzi erano stipati nei sedili posteriori, due su quello accanto alla conducente e una persona addirittura nel bagagliaio. Un sovraccarico che, unito alla velocità con cui la rotatoria sarebbe stata imboccata, ha reso inevitabile l’incidente.
La procura ha acquisito le testimonianze dei giovani presenti e analizzato i cellulari per chiarire ogni dettaglio di quella notte. La dinamica conferma l’inesperienza della conducente e le condizioni di assoluta imprudenza in cui il gruppo viaggiava.
Il processo alla conducente minorenne
Il prossimo 22 gennaio si aprirà il processo davanti al tribunale per i minorenni a carico della ragazza, oggi diciottenne. L’accusa è di omicidio stradale aggravato, con l’obiettivo di accertare le responsabilità di una scelta che ha avuto conseguenze drammatiche e irreversibili.
La morte di Alessio Russo rimane una ferita ancora aperta per amici e familiari, ma anche un monito sul peso delle decisioni prese con leggerezza. L’aula di giustizia sarà ora il luogo in cui la vicenda troverà il suo epilogo giudiziario.