
Nel dicembre del 2024, il ritrovamento dei coniugi Luigi Gulisano e Marisa Dessì, rispettivamente di 79 e 82 anni, senza vita nella loro casa a Cagliari, aveva scosso l’opinione pubblica. Inizialmente, la Procura aveva ipotizzato che la causa del decesso fosse un avvelenamento da nitrito di sodio, una sostanza che si presumeva fosse stata sciolta nel caffè delle vittime.
Tuttavia, una nuova perizia dei consulenti tecnici ha gettato una luce completamente diversa sulla dinamica dei fatti, suggerendo che i due anziani non siano morti per avvelenamento.
La svolta nell’inchiesta
La nuova perizia, commissionata dalla gip Ermengarda Ferrarese e curata dal medico legale Rita Celli e dal tossicologo Claudio Medana, ha messo in discussione l’ipotesi iniziale dell’avvelenamento. La relazione, che sarà presentata durante l’udienza per l’incidente probatorio fissata per l’11 settembre, indica che la morte dei coniugi Gulisano e Dessì è stata causata da asfissia e anossia, un quadro clinico pienamente compatibile con lo strangolamento e il soffocamento. Questo ribaltamento delle conclusioni preliminari segna un punto di svolta fondamentale nell’indagine e sposta l’attenzione da una morte accidentale o da avvelenamento a un’azione violenta e premeditata.
Il ruolo di Claudio Gulisano
L’unico indagato per la morte dei genitori è il figlio Claudio, che al momento si trova in carcere. Se le nuove conclusioni peritali venissero confermate, l’accusa a suo carico si rafforzerebbe notevolmente, inquadrando il fatto come un omicidio a sangue freddo. Secondo gli inquirenti, il movente del duplice omicidio sarebbe di natura economica. Si ritiene che Gulisano, con un passato di difficoltà finanziarie e il fallimento di un market ricevuto in regalo dal padre, avesse la necessità di entrare in possesso di alcune proprietà immobiliari dei genitori per risolvere i propri problemi di denaro. Le prove a suo carico includerebbero filmati di sorveglianza che non confermerebbero il suo alibi, testimonianze cruciali e il contenuto dei telefoni cellulari delle vittime e del suo stesso smartphone.

Il dibattito scientifico e legale
La differenza di opinioni tra i consulenti della Procura e quelli della gip aggiunge un ulteriore livello di complessità al caso. Inizialmente, il medico legale Roberto Demontis e il tossicologo Giampiero Cortis avevano ritenuto che il decesso fosse dovuto a un arresto respiratorio causato da avvelenamento da nitrito di sodio, ritrovato nell’apparato digerente delle vittime. Ora, la nuova perizia suggerisce che la causa del decesso sia un’aggressione fisica. Questo contrasto sarà al centro dell’udienza di settembre, dove le parti avranno modo di confrontarsi sulle diverse ricostruzioni. Il procedimento penale dovrà stabilire quale delle due tesi sia la più plausibile e se le prove a carico di Claudio Gulisano siano sufficienti per sostenere l’accusa di duplice omicidio volontario. L’uomo è difeso dall’avvocato Luigi Sanna, mentre l’altro figlio della coppia, che non è indagato, è rappresentato dall’avvocato Gianluca Aste in qualità di persona offesa.