
Nel silenzio che segue la tempesta, resta solo il rumore dell’acqua che si ritira e il vento che geme tra gli alberi spezzati. Il buio squarciato dai lampi ora è popolato dalle luci lampeggianti dei soccorritori. Intere aree sono rimaste senza corrente elettrica, lasciando le case avvolte in un’oscurità interrotta solo dai fari delle auto e dalle torce. C’è chi cerca di rimuovere i rami abbattuti, chi telefona nel vano tentativo di avere notizie e chi si rende conto, con il cuore stretto in una morsa, di ciò che la natura ha portato via.
I danni e le zone più colpite
La forte perturbazione, caratterizzata da vento impetuoso e temporali violenti, ha messo a dura prova le infrastrutture e la resilenza delle comunità locali, in particolare nel Vogherese, l’area più colpita.
La tromba d’aria che si è abbattuta su Verretto ha causato i danni più ingenti. L’evento atmosferico ha letteralmente scoperchiato i tetti di numerose abitazioni, lasciando le famiglie esposte agli elementi e costringendole a cercare rifugio. La violenza del vento è stata tale da far crollare un albero secolare che bloccava completamente la strada tra Lungavilla e il paese, interrompendo la viabilità e isolando di fatto la località. In un’ulteriore dimostrazione della forza distruttrice di questo fenomeno, un impianto fotovoltaico è stato completamente distrutto, con i suoi pannelli sparsi al suolo come rottami. Verretto, un piccolo centro nella pianura dell’Oltrepò Pavese, alla sinistra del torrente Coppa, è diventato il simbolo dei danni più gravi registrati in questa ondata di maltempo.
Criticità diffuse in tutta l’area
I problemi non si sono limitati a un’unica località. Le conseguenze del maltempo si sono fatte sentire anche in altri centri vicini, come Casatisma, Robecco Pavese e Pinarolo Po, dove diverse coperture dei tetti sono state strappate via dal vento. La pioggia battente e il vento forte hanno reso la situazione critica in un’ampia porzione del territorio. Le squadre dei vigili del fuoco sono state sommerse da un centinaio di richieste d’aiuto, testimonianza dell’emergenza diffusa. Gli interventi hanno riguardato principalmente allagamenti e la rimozione di alberi pericolanti o già caduti, come a Rivanazzano e Godiasco, dove un tronco ha collassato sulla strada, creando un ulteriore ostacolo alla circolazione.

Anche la città di Voghera non è stata risparmiata. Il sottopasso di via La Marmora si è allagato, intrappolando un’auto e mettendo in pericolo il conducente. L’acqua ha invaso anche una cascina di via Marsala, mentre in via Barbieri una donna anziana è rimasta bloccata in casa, con l’acqua che le entrava dal tetto, una situazione che sottolinea la vulnerabilità delle persone più fragili di fronte a eventi di tale portata. Nel Pavese, un episodio diverso ma altrettanto preoccupante si è verificato a Cava Manara, dove un black out ha lasciato nonna e nipote intrappolate in ascensore, rendendo necessari i soccorsi per liberarle.
L’impatto e le conseguenze
L’impatto di questa perturbazione è stato vasto e profondo. Le forze dell’ordine, la protezione civile e i vigili del fuoco hanno lavorato incessantemente per gestire l’emergenza, liberare le strade, soccorrere le persone in difficoltà e mettere in sicurezza le aree danneggiate. L’evento ha messo in luce la fragilità del territorio di fronte a fenomeni meteorologici estremi, che sembrano diventare sempre più frequenti e violenti. La comunità locale dovrà affrontare ora la difficile fase della ricostruzione, un percorso che richiederà tempo, risorse e un grande spirito di solidarietà per riportare alla normalità le vite dei cittadini colpiti.