
Non c’è più José Mourinho alla guida del Fenerbahce. La decisione del club turco è arrivata solo due giorni dopo la sconfitta contro il Benfica nei playoff di Champions League, un risultato che ha segnato l’esclusione del Fenerbahce dalla fase a gironi della massima competizione europea per il secondo anno consecutivo. L’avventura dello Special One, iniziata a giugno 2024, si conclude senza la conquista di trofei. Il Fenerbahce ha terminato il campionato al secondo posto, staccato di ben undici punti dal Galatasaray.
Il cammino di Mourinho in Turchia
Nonostante il Fenerbahce abbia ottenuto 37 vittorie, 14 pareggi e 11 sconfitte in 62 partite sotto la guida di Mourinho, la stagione è stata deludente. Oltre all’eliminazione prematura dalla Champions, la squadra è stata fermata agli ottavi di finale di Europa League dai Rangers e ha abbandonato la coppa nazionale ai quarti di finale. Questi risultati non sono stati sufficienti a soddisfare le aspettative del club, che mirava a tornare a dominare in Turchia e a competere ai massimi livelli in Europa.
La società ha annunciato la separazione con un comunicato ufficiale: “Ci siamo separati da José Mourinho, allenatore della nostra squadra di calcio professionistica A dalla stagione 2024-2025. Lo ringraziamo per l’impegno profuso per la nostra squadra e gli auguriamo successo nella sua futura carriera”.

Per l’allenatore portoghese, questo è il terzo esonero consecutivo, dopo quelli con il Manchester United nel 2018, il Tottenham nel 2021 e la Roma nel 2024. Questo trend negativo solleva interrogativi sul futuro della sua carriera e sulla sua capacità di replicare i successi del passato.
L’eredità e la buonuscita
Nonostante la breve durata della sua permanenza, Mourinho lascia un’eredità complessa. Pur non avendo vinto trofei, ha tentato di imprimere la sua filosofia di gioco, ma il divario con le squadre al vertice si è rivelato troppo ampio. Secondo le indiscrezioni del quotidiano sportivo Fanatik, Mourinho riceverà una buonuscita di 15 milioni di euro, di cui 9 per lui e 6 per il suo staff. Questo elevato costo della rescissione contrattuale sottolinea la fiducia e le aspettative che il Fenerbahce aveva riposto in lui, sperando che potesse essere l’uomo in grado di riportare la squadra ai vertici del calcio europeo.
La sua partenza apre ora un capitolo di incertezze per il club turco, che dovrà trovare un nuovo allenatore in grado di rimettere in sesto la squadra in vista della prossima stagione.