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“Epidemia colposa”, il nuovo reato introdotto in Italia: cosa comporta e le possibili conseguenze

Pubblicato: 29/08/2025 12:32
reato di epidemia colposa

Con la sentenza n. 27515/2025, le Sezioni Unite della Cassazione penale hanno stabilito che il reato di epidemia colposa può configurarsi anche in forma omissiva, ossia non solo quando una persona diffonde attivamente germi patogeni, ma anche quando, essendo portatrice dell’agente infettivo, non rispetta specifici obblighi sanitari imposti dalla legge. Fino ad ora, la giurisprudenza riteneva che il reato potesse derivare solo da un’azione diretta di diffusione del contagio. Con la nuova pronuncia, invece, viene riconosciuta la possibilità che anche il comportamento di chi omette di rispettare misure come quarantena o isolamento domiciliare possa integrare la fattispecie di epidemia. La Corte richiama, tra gli altri, il decreto-legge n. 33/2020, che durante l’emergenza Covid prevedeva la violazione della quarantena come condotta potenzialmente idonea a integrare reati gravi, tra cui quello di epidemia colposa.
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Le possibili conseguenze

L’estensione dell’ambito applicativo del reato apre a nuovi scenari: in caso di emergenza sanitaria, la violazione di obblighi imposti dal legislatore – come quarantena, isolamento o altre misure – potrebbe comportare conseguenze penali particolarmente severe, fino alle pene più alte previste dall’ordinamento. La sentenza ha suscitato un ampio dibattito tra giuristi e operatori del diritto. Alcuni sottolineano che la decisione colma un vuoto interpretativo emerso durante la pandemia; altri evidenziano invece il rischio di una forte compressione delle libertà individuali, poiché condotte come la mancata osservanza di obblighi sanitari potrebbero essere penalmente perseguite anche in assenza di un accertato nesso causale diretto con un’epidemia.

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