
Non sono solo le regole sui bagagli a complicare i viaggi in treno: anche i suoni, a quanto pare, possono avere un prezzo. In alcune tratte ferroviarie, le nuove normative sul comportamento a bordo stanno generando non pochi dibattiti, tra chi reclama silenzio e chi si sente colpito da provvedimenti eccessivi. Il tutto in un contesto di crescente attenzione al comfort nei trasporti pubblici.
Eppure, in alcune circostanze, anche i comportamenti apparentemente più innocui possono trasformarsi in motivo di sanzione. E stavolta a finire nel mirino non è stato un passeggero rumoroso al telefono, ma un animale domestico, colpevole – secondo alcuni – di emettere troppi miagolii.

Multata per i miagolii del gatto durante il viaggio
Camille, passeggera francese, si trovava a bordo di un treno ad alta velocità in partenza da Vannes, in Bretagna, e diretto a Parigi quando si è vista recapitare una multa di 110 euro. Motivo: il suo gatto Monet, trasportato regolarmente in un trasportino, avrebbe miagolato troppo durante la tratta. La giovane aveva seguito tutte le regole previste dalla SNCF, la compagnia ferroviaria nazionale, acquistando sia il biglietto per sé sia quello per il felino, come da regolamento.
Nonostante ciò, in seguito alla segnalazione di un passeggero infastidito dai miagolii, un controllore è intervenuto chiedendo alla donna di cambiare vagone. Al rifiuto, è scattata la sanzione. “Ha miagolato un po’ all’inizio del viaggio”, ha raccontato Camille, che si è detta “vittima di un’ingiustizia”.
Stretta sul rumore nei trasporti pubblici
SNCF ha giustificato il provvedimento spiegando che “diversi passeggeri si sono lamentati e il personale ha proposto cortesemente di spostare la passeggera in un vagone più vuoto”, soluzione che però non è stata accettata. Secondo la compagnia, il gesto avrebbe aiutato a ridurre le tensioni a bordo.
Non si tratta di un caso isolato. In Francia, negli ultimi mesi sono aumentate le sanzioni per disturbo alla quiete pubblica sui mezzi. A Nantes, un uomo è stato multato per aver usato il vivavoce in stazione. A Parigi, invece, alcuni pellegrinisono stati sanzionati dopo aver cantato in coro. Anche il silenzio, a quanto pare, ha il suo prezzo.