
Volare rappresenta da sempre un sogno condiviso da molti, una passione che unisce l’adrenalina della velocità all’emozione della libertà. Gli aerei ultraleggeri, in particolare, permettono di assaporare il cielo in modo diretto e intimo, regalando panorami mozzafiato e momenti di pura gioia. Tuttavia, l’amore per il volo porta con sé anche rischi concreti: ogni decollo e atterraggio richiedono concentrazione, esperienza e rispetto delle regole di sicurezza, perché anche un attimo di distrazione può trasformarsi in tragedia.
Molti piloti condividono questa passione con amici o familiari, trasformando ogni volo in un’esperienza speciale. Il legame tra chi guida e chi accompagna diventa unico, costruito su fiducia reciproca e complicità. Quando accadono incidenti, la perdita non è solo tecnica o professionale, ma profondamente umana: dietro i numeri e le statistiche ci sono vite, ricordi e legami spezzati all’improvviso.
La tragedia nel Vercellese

Sabato 30 agosto, il cielo del Vercellese è stato teatro di una tragedia senza precedenti. Tra Crescentino e Livorno Ferraris, un ultraleggero a due posti è precipitato in una risaia all’incrocio tra la provinciale 2 e il canale Cavour, causando la morte immediata del pilota e della figlia. I vigili del fuoco e il personale del 118 sono intervenuti tempestivamente, ma ogni tentativo di soccorso si è rivelato vano. Le lamiere carbonizzate dell’aereo hanno custodito fino alle ore successive i corpi delle vittime, tra cui la figlia diciottenne, Simona, spesso compagna di volo del padre.
Per gli ultraleggeri non è più previsto l’obbligo di presentare un piano di volo, ma resta necessario avvisare le autorità competenti e garantire il mantenimento del contatto radio. “Ieri la giornata era serena e, da quanto sappiamo, i Monticone avevano come meta la montagna. L’impatto sarebbe avvenuto durante il viaggio di ritorno”, ha spiegato Giancarlo Panelli, responsabile dell’aeroporto “Cappa” di Casale Monferrato, da cui era partito l’ultraleggero sul quale hanno perso la vita Massimiliano e Simona Monticone, padre e figlia di 49 e 18 anni. All’indomani della tragedia aerea avvenuta nel Vercellese, nel campo volo dedicato a turismo, sport e paracadutismo regna un silenzio carico di dolore: nessuno si sente di rilasciare dichiarazioni.
Pilota esperto e stimato


Il pilota, Massimiliano Monticone, 56 anni, originario di Casale Monferrato, era una figura nota e apprezzata nella comunità locale. Controllore di volo a Linate e membro attivo dell’aeroclub Palli, Monticone aveva dedicato la vita alla sua passione per il volo. Lascia un figlio, Matteo, e lascia dietro di sé una comunità profondamente scossa per la perdita di un uomo stimato e di grande esperienza. La partenza dell’ultraleggero era avvenuta alle 10.40 dalla pista dell’aeroclub.
L’ultimo volo con la figlia

Solo pochi giorni fa, Monticone aveva condiviso sui social le immagini di un volo con la figlia, avvenuto il 21 agosto tra Italia e Istria, accompagnando le foto con la didascalia: «Io e la mia beautiful copilot». Quelle parole oggi assumono un significato drammatico, testimoniando il legame profondo tra padre e figlia e la loro passione condivisa per il cielo.
Il momento della tragedia
L’allarme è scattato grazie a una squadra di operai che lavorava nelle vicinanze e ha assistito alla perdita di quota dell’ultraleggero, precipitato poi sulla risaia. Dopo l’impatto, il velivolo ha preso fuoco, rendendo impossibile qualsiasi tentativo di soccorso immediato. Sul posto, i carabinieri di Crescentino e Livorno Ferraris hanno avviato i rilievi per ricostruire le cause della tragedia, mentre la comunità locale resta sconvolta dalla perdita di due vite così legate e amate.

Le autorità hanno avviato accertamenti per chiarire le cause del tragico incidente, valutando se possano aver inciso guasti tecnici o condizioni meteo. L’area è stata transennata per consentire le operazioni di recupero e i rilievi. Lo sgomento tra i testimoni e i residenti della zona resta forte, mentre si attendono ulteriori dettagli che possano fare luce sulla dinamica del dramma.