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“Era contraria!”, la rivelazione sconvolgente su Elisabetta II: “Non devono farlo”

Pubblicato: 30/08/2025 17:57

La regina Elisabetta II, regnante per oltre 70 anni e scomparsa l’8 settembre 2022, ha sempre mantenuto la promessa di non interferire nella vita politica del Regno Unito. Tuttavia, dietro il volto pubblico di neutralità, si celavano opinioni politiche precise, rivelate ora in un nuovo libro in uscita a Londra.

Secondo le testimonianze raccolte da Valentine Low in Power and the Palace, a tre mesi dal referendum del 2016 che avrebbe deciso la Brexit, Elisabetta avrebbe confidato a un esponente di governo: «Non dovremmo lasciare l’Unione europea. It’s better to stick with the devil you know». Un giudizio che non nasceva da entusiasmo verso Bruxelles, ma da una visione realistica dei rischi di una rottura.

La regina e i segnali tra le righe

In passato, la sovrana aveva lasciato trapelare opinioni sul futuro del Regno anche in altri contesti. Alla vigilia del referendum sull’indipendenza scozzese, invitò la folla davanti alla chiesa a «pensare bene quando votate», un consiglio prudente a non separarsi da Londra a cuor leggero.

Nel 2017, alla sua apparizione alle Houses of Parliament, Elisabetta indossò un abito blu con un cappello decorato da fiori gialli, richiamo alla bandiera europea. Nessuna dichiarazione ufficiale, ma il messaggio fu interpretato da molti come un segnale discreto di preoccupazione verso l’uscita dall’UE.

L’europeismo di Carlo e l’eredità politica

Il libro di Low sottolinea come la posizione della regina fosse più pragmatica che ideologica, vicino alla linea europeista del figlio Carlo. Da quando è salito al trono nel maggio 2023, il re ha sempre ribadito il suo europeismo, dai viaggi di Stato al sostegno al Windsor Agreement per la gestione dei rapporti con l’Irlanda del Nord post-Brexit.

Secondo l’ex ministro conservatore Sir Richard Needham, «il principe Filippo e la regina, nel loro animo, erano forse più per il leave, a differenza di Carlo, sempre stato un remainer». Tuttavia, l’orgoglio nazionale non impedì a Elisabetta di considerare attentamente le conseguenze economiche e politiche di un abbandono di Bruxelles.

Dietro le quinte della Casa reale

Oltre ai temi politici, il libro rivela retroscena sulle negoziazioni finanziarie della Casa reale. Il cambio di sistema di finanziamento, sostenuto da Carlo già come principe di Galles, fu gestito con attenzione manageriale, impedendo al governo qualsiasi tentativo di retromarcia grazie all’intervento del Keeper of the Privy Purse, responsabile delle finanze reali.

Questi dettagli inediti confermano come, dietro la cortina di neutralità ufficiale, la regina Elisabetta abbia costantemente combinato prudenza politica e realpolitik, anticipando scelte e atteggiamenti che oggi vengono ricondotti alla continuità del regno di Carlo III.

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