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Guerra in Ucraina, ecco perché Putin è sicuro di vincere: pochi uomini e pochi aiuti

Pubblicato: 30/08/2025 11:15

In un conflitto di logoramento che non accenna a diminuire, l’ultimo affondo delle pattuglie russe nel Donetsk ha disegnato sulla mappa del fronte una geometria minacciosa. Un’avanzata a tenaglia, che ha costretto le forze ucraine a una risposta disperata e ha messo in luce le vulnerabilità strategiche di Kiev.

Sebbene la pronta reazione ucraina abbia, per il momento, neutralizzato la minaccia, l’episodio ha svelato una realtà preoccupante: la carenza di fanti e l’assenza di riserve mobili che possano contrastare efficacemente le infiltrazioni nemiche.

Lo stallo delle difese ucraine e l’ascesa russa

La manovra russa, che ha visto l’infiltrazione di oltre duecento settanta soldati in un’area estesa per più di dieci chilometri, ha costretto il quartier generale ucraino a una soluzione di emergenza, prelevando contingenti da una dozzina di brigate eterogenee: parà, Azov, marines, Guardia Nazionale. La frammentazione di questi “piccoli reparti” riflette l’incapacità di Kiev di spostare un’unità più grande senza compromettere la coesione della prima linea.

Questa fragilità è un segnale di allarme che non può essere ignorato, e che gioca un ruolo cruciale nella fiducia di Vladimir Putin, il quale ha respinto ogni ipotesi di tregua con Donald Trump, convinto che il tempo sia dalla sua parte. La penuria di uomini e mezzi, aggravata dalla riduzione degli aiuti statunitensi, è un fattore determinante in un conflitto di attrito, un’equazione che i generali del Cremlino stanno sfruttando abilmente.

La rinascita industriale e l’innovazione bellica di Mosca

Il Cremlino non si limita a contare sulle debolezze dell’avversario. Un recente dossier del Comando delle forze Usa in Europa ha messo in luce un aspetto critico: “Quella russa è un’organizzazione militare che riflette e impara. Può e vuole cambiare.” L’esercito russo ha affinato le sue tattiche, annullando in parte la superiorità ucraina nel settore dei droni e mostrando una sorprendente capacità di adattamento.

La mobilitazione industriale del paese, a pieno regime, ha superato i livelli di produzione pre-bellici, sfornando armamenti moderni e affidabili, dai missili balistici ai caccia, dai droni ai veicoli blindati. Questa produzione di massa, mirata e basata sull’efficacia dimostrata sul campo, contrasta con le forniture occidentali, spesso tecnologicamente avanzate ma meno adatte alle dure realtà del conflitto.

Inoltre, Mosca ha dimostrato una spietata accettazione delle perdite umane. Come sottolinea l’analista Dara Massicot, il canale di reclutamento russo arruola più soldati di quanti ne vengano uccisi, sostenendo un numero drammatico di caduti nel breve periodo. A differenza di Kiev, Putin non subisce pressioni interne a causa delle perdite, poiché una parte significativa della popolazione russa ha accettato le morti come parte del conflitto.

Il futuro del conflitto: la morsa del logoramento

Gli attacchi russi mirano a incrementare le vittime ucraine e a logorare ulteriormente il morale del Paese, già stanco e restio alla leva obbligatoria. Le infiltrazioni tra le fortificazioni obbligano i difensori a esporsi, un’escalation che aumenta la vulnerabilità di postazioni e rifugi. La strategia di Mosca si sta perfezionando, con “micro-assalti” continui che cercano il punto più debole dello schieramento ucraino per far affluire rinforzi. A Dobropillia, il piano è stato sventato, ma le zone di crisi aumentano, specialmente a Pokrovsk, dove la catena di città-fortezza sembra in seria difficoltà.

La storica dipendenza ucraina dai quadricotteri killer come barriera difensiva sta subendo un duro colpo. Le infiltrazioni russe mirano a distruggere i centri di controllo di questi droni, mentre una nuova generazione di droni-intercettori, chiamati Rubicon, protegge i movimenti degli invasori. Alcuni ufficiali occidentali temono che questa strategia sia il preludio a una massiccia offensiva con mezzi corazzati, accumulati lontano dal fronte per non svelare l’obiettivo. L’offensiva potrebbe scattare verso Kherson o Zaporizhzhia, per consolidare le rivendicazioni territoriali e ampliare le zone occupate.

Dall’altro lato, Kiev non intende subire passivamente l’iniziativa nemica. Si ipotizza una contromossa audace, come un’incursione oltre i confini russi, forse nel distretto di Belgorod, per risollevare il morale della nazione. Non si escludono mosse più temerarie, come uno sbarco in Crimea, a testimonianza di una guerra che, nonostante il logoramento, è ancora ricca di incognite e possibili svolte drammatiche.

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Ultimo Aggiornamento: 30/08/2025 11:16

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