
Nuova notte di bombardamenti in Ucraina. Droni e missili lanciati dalla Russia hanno colpito ancora una volta le città ucraine, provocando vittime, feriti e gravi danni alle infrastrutture civili e industriali. Le sirene hanno risuonato a lungo in gran parte del Paese, confermando l’ennesima escalation di violenza che non risparmia nessuna regione.
Case distrutte e famiglie in fuga
Il bilancio più pesante arriva da Zaporizhzhia, dove almeno una persona è morta e oltre venti sono rimaste ferite. Tra loro ci sono anche due minori: un bambino di dieci anni e una ragazza di sedici, entrambi ricoverati in ospedale con prognosi riservata. Secondo il governatore Ivan Fedorov, gli attacchi hanno distrutto quaranta abitazioni, colpito quattordici condomini e danneggiato diversi impianti industriali, oltre a bar, stazioni di servizio e piccole imprese locali. La popolazione, terrorizzata dalle esplosioni, ha passato la notte nei rifugi sotterranei.
Raid su più regioni e risposta polacca
Non solo Zaporizhzhia. Missili e droni hanno raggiunto anche le città di Dnipro e Pavlohrad, in pieno centro del Paese, dove il governatore Sergiy Lysak ha parlato di “attacchi massicci” invitando i cittadini a mettersi al riparo. Esplosioni sono state segnalate anche a Chernihiv, Lutsk e Cherkasy, a testimonianza di una strategia russa che punta a diffondere paura e insicurezza su tutto il territorio ucraino.
Le conseguenze si sono fatte sentire anche sui trasporti: infrastrutture ferroviarie sono state danneggiate nell’oblast di Kiev, provocando ritardi di diverse ore nei collegamenti interni. L’ennesima notte di raid ha avuto ripercussioni persino oltre confine, con la Polonia che ha fatto decollare i propri caccia per proteggere lo spazio aereo nazionale, come ha reso noto l’Aeronautica militare. Varsavia ha spiegato che sono state attivate “tutte le forze e i mezzi disponibili” per fronteggiare la minaccia.
L’ultimatum di Zelensky
Mentre la popolazione ucraina cerca di fare i conti con le macerie, il presidente Volodymyr Zelensky ha lanciato un nuovo ultimatum a Mosca: “Entro lunedì prossimo Putin dimostri se è pronto al summit, o servirà la risposta dei nostri alleati”. Un appello che sottolinea ancora una volta l’urgenza di una prova di volontà da parte russa e che chiama in causa direttamente il ruolo dei partner occidentali.
L’ennesima offensiva russa conferma come la guerra sia entrata in una fase di logoramento, in cui gli attacchi alle città diventano un’arma di pressione strategica e psicologica. La prospettiva di un negoziato resta lontana, mentre gli alleati dell’Ucraina vengono spinti a rafforzare il sostegno militare e politico a Kiev.