
Un duro colpo alla strategia economica di Donald Trump arriva dalla Corte d’Appello federale, che ha dichiarato incostituzionali gran parte dei dazi introdotti dal presidente americano lo scorso aprile. Secondo i giudici, l’uso dei poteri d’emergenza per giustificare l’imposizione delle tariffe non trova fondamento giuridico. Nonostante ciò, la sentenza resterà sospesa fino al 14 ottobre, consentendo alla Casa Bianca di ricorrere alla Corte Suprema.
La decisione dei giudici
La pronuncia, approvata con un voto di 7 a 4, ha stabilito che la legge invocata dal presidente, l’International Emergency Economic Powers Act (IEEPA), non conferisce in realtà al capo della Casa Bianca il potere di imporre dazi generalizzati su base nazionale o mondiale. I giudici hanno quindi confermato la sentenza di primo grado, che già a maggio aveva bocciato l’impianto normativo dei dazi, affermando che non esisteva alcuna emergenza in grado di giustificare la misura.
Gli effetti sulla strategia commerciale
La sospensione temporanea della sentenza mantiene in vigore i dazi fino all’autunno, lasciando all’amministrazione Trump il tempo di presentare ricorso. Il presidente, che confida nel sostegno della maggioranza conservatrice della Corte Suprema, ha ribadito l’intenzione di difendere la sua politica commerciale, considerata un pilastro della sua agenda economica e della campagna elettorale in corso. Ma la decisione della Corte d’Appello riapre un fronte di forte incertezza, rimettendo in discussione la solidità legale dell’intera impostazione protezionistica.