
Una serata che avrebbe potuto concludersi come tante, si è trasformata invece nell’ennesima tragedia sulle strade italiane. Non è raro che il fine settimana porti con sé un aumento degli incidenti stradali, ma quando in poche ore si registrano tre vittime, la preoccupazione diventa allarme. Le due ruote, ancora una volta, protagoniste di un destino spezzato troppo presto.
Le statistiche raccontano di un rischio crescente per chi si muove in moto, specialmente di sera e su strade extraurbane. Ma dietro ogni numero ci sono volti, famiglie, comunità che restano in silenzio a fare i conti con un dolore improvviso e inaspettato.

Centauro muore dopo lo schianto contro un muretto
L’ultimo episodio in ordine di tempo si è verificato nella tarda serata di venerdì 29 agosto, quando Matteo Grandis, 46 anni, ha perso la vita in un incidente mortale a bordo della sua moto. L’uomo stava percorrendo via Vago, nel tratto al confine tra i comuni di Caldiero e Lavagno, in provincia di Verona, quando ha impattato violentemente contro il muretto di una rotonda, nota in zona come quella di Ponte Asse.
Viaggiava in direzione Ovest, ma qualcosa – ancora oggetto di accertamenti – ha fatto sì che perdesse il controllo del mezzo, andando a schiantarsi dritto contro la struttura in cemento. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco di Caldiero, arrivati con due mezzi per liberarlo dai rottami, e il personale sanitario del 118, che ha provato a lungo a rianimarlo. Purtroppo, ogni tentativo è stato vano.
Indagini in corso sulla dinamica
A occuparsi dei rilievi e della gestione della viabilità è stata la polizia stradale di Legnago, che ha avviato le indagini per chiarire l’esatta dinamica dell’incidente. Non risultano al momento altri veicoli coinvolti.
Il decesso di Grandis si è aggiunto ad altri due gravi episodi accaduti nella stessa giornata, segnando un venerdì nero per la provincia di Verona, che si ritrova ora a riflettere su sicurezza, prevenzione e responsabilità sulle strade. In attesa degli accertamenti ufficiali, resta il dolore di una comunità colpita da una nuova tragedia e il senso di impotenza di fronte a una vita interrotta troppo presto.