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Dall’America i jet, all’Europa i soldati: il piano di Trump per Kiev

Pubblicato: 31/08/2025 07:47

Donald Trump torna a mettere sul tavolo un’ipotesi che, fino a pochi mesi fa, sembrava inimmaginabile: l’impiego di aerei statunitensi come strumento di garanzia per la sicurezza dell’Ucraina. In una lunga intervista al Daily Caller, il presidente americano ha spiegato che gli Stati Uniti potrebbero contribuire con una presenza aerea limitata, pur senza inviare truppe di terra, per accelerare la fine della guerra. Trump ha sottolineato che il conflitto continua a mietere “da cinque a settemila morti a settimana, per lo più giovani”, e che se fosse sufficiente far “volare un aereo ogni tanto” sarebbe un prezzo accettabile per evitare nuove stragi. Ha però ribadito che il peso maggiore spetterebbe agli europei, con Washington pronta a dare supporto.

Contractors e soldati europei nel piano

Secondo indiscrezioni riportate dal Telegraph, la Casa Bianca avrebbe discusso con gli alleati anche un’opzione alternativa: l’impiego di compagnie militari private statunitensi per rafforzare le difese ucraine, affiancate a un contingente europeo. Nel piano delineato, un primo gruppo di soldati dell’Unione europea verrebbe schierato in una zona cuscinetto al confine con la Russia, mentre altri 30 mila militari europei sarebbero posizionati più all’interno del territorio ucraino come forza di deterrenza. In questo modo Trump eviterebbe di mandare truppe regolari americane al fronte, mantenendo la promessa di non trascinare direttamente gli Stati Uniti nella guerra, ma al tempo stesso esercitando pressione su Mosca.

La variabile del vertice con Putin e Zelensky

Trump non ha escluso un incontro diretto con Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky, parlando di un possibile “trilaterale” come via più realistica per trovare un compromesso. Ha spiegato con una metafora che a volte due avversari devono “lottare per un po’” prima di essere pronti a fermarsi, lasciando intendere che il momento per un negoziato vero e proprio potrebbe avvicinarsi. La sua strategia resta però centrata sulla proiezione della potenza americana attraverso la disponibilità aerei Usa, considerati il principale strumento per offrire a Kiev una garanzia di sicurezza senza un coinvolgimento diretto dell’esercito americano.

Le conseguenze per l’Europa

La mossa di Trump, se concretizzata, avrebbe un impatto diretto sugli equilibri di difesa europea. La possibilità che gli Stati Uniti garantiscano la sicurezza di Kiev con i loro aerei, mentre all’Europa toccherebbe il ruolo più oneroso sul terreno, mette in evidenza la fragilità di un continente che ancora non ha costruito una vera autonomia militare. La proposta di contractors e di truppe Ue in Ucraina, sotto l’ombrello aereo americano, rischia di accentuare questa dipendenza: Washington fornirebbe lo scudo strategico, mentre i partner europei sarebbero chiamati a mettere uomini e risorse.

In questo scenario, l’Unione europea si trova davanti a un bivio. Da un lato, accettare la logica di Trump significherebbe consolidare la propria posizione dentro una NATO ancora a guida statunitense. Dall’altro, emergerebbe l’urgenza di una difesa comune europea, capace di gestire scenari complessi senza dover attendere l’ombrello americano. Le dichiarazioni di Trump, al di là delle intenzioni immediate, riportano infatti al centro del dibattito la vera frattura del continente: non tra destra e sinistra, ma tra europeisti che invocano un esercito comune e sovranisti che continuano a rifiutarlo, consegnando l’Europa a una condizione di subalternità strategica.

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