
Il premier francese Francois Bayrou ha acceso il dibattito politico europeo con dichiarazioni destinate a suscitare polemiche. In un’intervista rilasciata a quattro reti televisive francesi, in vista del voto di fiducia previsto per l’8 settembre, il capo del governo ha puntato il dito contro Roma, sostenendo che “l’Italia sta facendo una politica di dumping fiscale”.
Secondo Bayrou, nel continente si starebbe diffondendo un “nomadismo fiscale”, con persone e imprese che scelgono di trasferirsi dove la tassazione appare più conveniente. Le affermazioni sono arrivate mentre il premier affrontava anche il tema del debito francese, sottolineando che “abbiamo permesso che il debito si accumulasse” e che “il peso delle rendite deve essere sottratto al lavoro dei francesi”.
Le parole del premier francese

Bayrou ha spiegato che gran parte del debito francese è detenuto da paesi stranieri e che questo rappresenta un freno per l’economia interna, diversamente dal caso del Giappone, dove il 99% del debito resta in mani nazionali. Ha poi ribadito l’impegno del suo esecutivo a non superare la soglia del 3% di deficit, fissata dalle regole europee, garantendo un ritorno graduale a questo limite entro il 2029.
Nella sua analisi, il premier ha ricordato i progressi già compiuti: “Eravamo a quasi il 6% di deficit, arriveremo al 5,4% grazie al bilancio che abbiamo adottato, e ci siamo impegnati con i nostri partner europei a raggiungere il 4,6%”.
La replica dell’Italia
Le dichiarazioni non sono rimaste senza risposta. Da Palazzo Chigi è arrivata una nota ufficiale che definisce le affermazioni di Bayrou “totalmente infondate”. Nel comunicato si sottolinea che “l’economia italiana è attrattiva e va meglio di altre grazie alla stabilità e credibilità della nostra Nazione”, respingendo l’idea di politiche fiscali di favore volte a danneggiare altri Stati.
Il governo italiano ha inoltre ricordato che negli ultimi anni il regime fiscale forfettario per chi trasferisce la residenza in Italia è stato persino irrigidito: “Con questo Governo – si legge nella nota – è stato raddoppiato l’onere fiscale introdotto nel 2016 a carico delle persone fisiche”.
La questione dei paradisi fiscali europei
Roma ha infine rilanciato l’accusa verso altri Stati membri, spesso indicati come veri paradisi fiscali interni all’Unione Europea, in grado di sottrarre ingenti risorse alle casse pubbliche italiane. “Confidiamo che, dopo le parole del suo primo ministro, la Francia voglia finalmente unirsi all’Italia per intervenire in sede europea contro quei paesi che applicano da sempre un sistematico dumping fiscale”, conclude la nota.