
Una scossa di terremoto di magnitudo 3.3 ha interessato nel pomeriggio i Campi Flegrei, nell’area metropolitana di Napoli. L’evento sismico è stato rilevato poco dopo le 16 dalla Sala operativa dell’Osservatorio vesuviano dell’Ingv, l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. La profondità dell’epicentro è stata stimata a soli 1 chilometro.
Nonostante la lieve intensità, la scossa è stata avvertita dalla popolazione della zona, ma al momento non si registrano danni a persone o cose. Le autorità locali monitorano costantemente l’attività sismica dell’area, considerata ad alto rischio vulcanico per la presenza dei Campi Flegrei, noti per la loro attività geotermica e vulcanica. Oltre alla prima scossa ne sono state registrate altre dopo molto ravvicinate: La Sala operativa Ingv di Napoli ha rilevato una scossa di magnitudo 2.7 alle 16.38 ora italiana a una profondità di 1 km. In precedenza un’altra sempre di magnitudo 3.3
Gli esperti dell’Ingv sottolineano come eventi di questa entità siano relativamente frequenti nella zona e invitano la popolazione a mantenere la calma, pur continuando a seguire le disposizioni di protezione civile in caso di eventuali ulteriori scosse. L’attenzione resta alta anche per la vicinanza con Napoli, dove le infrastrutture vengono costantemente valutate per la sicurezza sismica.
La situazione

La sismicità nell’area dei Campi Flegrei è in costante monitoraggio. Durante il mese di luglio 2025, sono stati registrati 380 terremoti, con una magnitudo massima di 4.0, mentre a giugno 2025 si sono verificati 513 eventi, con una magnitudo massima di 4.6. Questi dati evidenziano un’attività sismica persistente, sebbene non eccezionale.
Le scosse più frequenti si concentrano nell’area di Pozzuoli, Agnano, Solfatara-Pisciarelli, Bagnoli e il Golfo di Pozzuoli, con profondità comprese tra 1 e 4 km. Nonostante l’intensità limitata degli eventi, la frequenza e la distribuzione spaziale suggeriscono una continua attività tettonica nella zona.
Strategie di monitoraggio e prevenzione
Per affrontare il rischio sismico, sono in corso studi avanzati di microzonazione sismica di terzo livello, che mirano a mappare dettagliatamente la risposta del suolo ai terremoti. Questi studi sono fondamentali per identificare le aree più vulnerabili e per pianificare interventi di rafforzamento strutturale.
Inoltre, le autorità competenti hanno avviato piani di analisi della vulnerabilità sismica delle costruzioni, sia pubbliche che private, al fine di individuare le misure di mitigazione più appropriate. La protezione civile è attivamente coinvolta in queste iniziative, con l’obiettivo di garantire la sicurezza della popolazione e la resilienza delle infrastrutture.