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Ucciso Abu Obeida, portavoce di Hamas: poi lo sfottò di Netanyahu

Pubblicato: 31/08/2025 15:52

La Striscia di Gaza è immersa in una guerra devastante che dura ormai da quasi due anni, con un bilancio di oltre 67.000 morti e decine di migliaia di feriti. Le infrastrutture sono state distrutte, l’accesso a cibo, acqua e cure mediche è gravemente compromesso, e milioni di persone sono sfollate, vivendo in condizioni di estrema precarietà. Le organizzazioni umanitarie denunciano una situazione catastrofica, con intere famiglie costrette a fuggire ripetutamente e senza accesso ai servizi essenziali.

In questo contesto di sofferenza e distruzione, le operazioni militari israeliane continuano a intensificarsi, con l’obiettivo dichiarato di smantellare Hamas e le sue strutture operative. Tuttavia, la comunità internazionale avverte che la mancanza di un piano di pace e l’ulteriore escalation potrebbero portare a una crisi ancora più profonda, con conseguenze devastanti per la popolazione civile.

Ucciso Abu Obeida, portavoce di Hamas: raid israeliano a Gaza

Il portavoce delle Brigate Qassam, l’ala militare di Hamas, Abu Obeida, è stato ucciso in un raid israeliano, secondo quanto confermato da fonti palestinesi e dal ministro israeliano della Difesa Israel Katz. “Congratulazioni all’Idf e allo Shin Bet per la perfetta esecuzione”, ha dichiarato Katz, aggiungendo che l’operazione segnerà un colpo importante contro altri membri dell’organizzazione, definiti “assassini e stupratori di Hamas”.

L’annuncio della morte era stato inizialmente diffuso da fonti palestinesi ai canali Al Arabiya e Al Hadath. La fonte ha confermato che Israele ha preso di mira un’abitazione dove si trovava il portavoce, causando la morte di tutte le persone presenti. La famiglia di Abu Obeida e i leader delle Brigate Qassam hanno successivamente confermato il decesso dopo aver esaminato il corpo.

Lo sfottò di Netanyahu

Il primo ministro israeliano, Benyamin Netanyahu, ha ironizzato durante una riunione di governo sull’annuncio tardivo da parte di Hamas, affermando che “probabilmente non c’è nessuno di Hamas che possa fare da portavoce”. Ieri pomeriggio, l’Idf ha colpito un appartamento nel quartiere Rimal di Gaza city, con l’obiettivo di eliminare Abu Obeida. La notizia della morte del rappresentante storico di Hamas, pur non essendo ancora ufficiale da parte israeliana, è stata confermata da una fonte palestinese questa mattina.

L’appartamento colpito era stato affittato pochi giorni fa dalla famiglia del portavoce. Al momento del raid si trovavano in casa la moglie e i figli. Secondo fonti palestinesi, durante l’attacco sarebbero volate grandi quantità di banconote. I membri delle Brigate Al-Qassam avrebbero poi isolato l’area impedendo a chiunque di avvicinarsi per recuperare i corpi.

Conseguenze dell’operazione sull’organizzazione Hamas

L’attacco israeliano è avvenuto nei pressi di un panificio locale, dove sarebbero morte oltre dieci persone. Sabato scorso, Abu Obeida aveva minacciato Israele, avvertendo che un’eventuale invasione di Gaza avrebbe avuto gravi conseguenze per gli ostaggi.

Abu Obeida era considerato una figura chiave all’interno di Hamas, e la riuscita dell’operazione potrebbe avere un impatto significativo sul morale dei terroristi e ostacolare le loro operazioni future. L’eliminazione del portavoce rappresenta un colpo simbolico e operativo per l’organizzazione palestinese, mentre le autorità israeliane continuano a intensificare la campagna militare su Gaza.

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