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Zelensky lancia l’allarme: “Europa attenta, non sei al sicuro”. Le critiche durissime, con chi ce l’ha

Pubblicato: 24/09/2025 17:17

All’Assemblea generale dell’Onu di New York, Volodymyr Zelensky ha lanciato uno dei suoi interventi più duri dalla vigilia dell’invasione russa. Il presidente ucraino ha parlato davanti ai leader mondiali puntando il dito contro Mosca, ma anche contro la debolezza dell’Onu e la riluttanza europea a reagire.

“Russi verso l’Europa, nessuno è al sicuro. Non state in silenzio: la pace dipende da tutti” ha detto. Parole che hanno trovato eco immediata, perché mettono in discussione non solo la sicurezza dell’Ucraina ma quella dell’intero continente.

L’avvertimento sulla Moldavia e la critica a Bruxelles

Nel passaggio più diretto, Zelensky ha ammonito che l’Europa “non può permettersi di perdere la Moldavia a causa dell’influenza russa” e ha chiesto alla Ue di sostenere la stabilità del piccolo Paese confinante.

L’affondo è cristallino: Kiev teme che Mosca possa replicare il modello già visto in Crimea e Donbass, sfruttando le divisioni interne per guadagnare terreno. Per il leader ucraino, i costi politici e strategici per Bruxelles sarebbero “molto più alti” di qualunque intervento preventivo.

“Armi e amici”: nessuna garanzia di sicurezza

Nel suo discorso Zelensky ha insistito sul concetto che “non ci sono garanzie di sicurezza eccetto le armi e gli amici”. Una frase che fotografa l’erosione del sistema multilaterale. “Gli ucraini sono un popolo pacifico ma vogliono vivere nel proprio Paese indipendente: ecco perché investiamo in difesa” ha aggiunto.

Il leader ucraino ha poi sottolineato come “nessuna legge internazionale decide chi sopravvive”. Un messaggio diretto non solo alla Russia ma anche ai Paesi occidentali, che a parere del Presidente sono spesso esitanti sugli aiuti militari.

L’Onu debole e l’allarme sull’Europa

Il leader ucraino ha criticato poi criticato duramente il Palazzo di Vetro: “Le nazioni possono parlare del loro dolore da palchi come questo, ma non esiste un’istituzione internazionale che possa davvero fermare lo spargimento di sangue”. È un atto d’accusa contro un Onu percepito come impotente, che “fa solo dichiarazioni” senza capacità d’azione.

Zelensky ha anche evocato lo spettro di una possibile invasione dell’Europa da parte russa – un’ipotesi che gli analisti militari ritengono estremamente improbabile, vista per esempio la differenza di popolazione tra Russia e Ue – ma che il presidente adopera per tenere sotto pressione i leader occidentali e mantenere alta l’attenzione.

Contesto internazionale e scontro di narrative

Il discorso arriva in un momento in cui, all’Onu, le tensioni sono alimentate anche da altri leader: Donald Trump, intervenuto il giorno prima, ha attaccato le Nazioni Unite, l’Europa e le politiche migratorie definendole “invasioni”, mentre ha ribadito la necessità di interrompere gli acquisti di petrolio russo.

In questo clima, l’intervento di Zelensky rappresenta il tentativo di riaffermare la centralità dell’Ucraina nella sicurezza continentale e di ricordare che il conflitto non è solo una questione tra Kiev e Mosca, ma un banco di prova per la stabilità europea e per la credibilità delle istituzioni internazionali.

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