
Il ricovero è avvenuto in serata, in modo improvviso e con un livello di allerta altissimo. Emma Bonino è arrivata al Pronto soccorso dell’ospedale Santo Spirito di Roma in codice rosso, trasportata d’urgenza e subito affidata ai sanitari del reparto emergenze. Le prime valutazioni cliniche hanno portato i medici a disporre il trasferimento in terapia intensiva, dove la leader radicale è ora monitorata costantemente. Al momento non vengono diffuse informazioni ufficiali sulle cause del malore, ma da fonti ospedaliere trapela che si tratta di un quadro serio, gestito con la massima prudenza vista la sua storia clinica.
I familiari e i collaboratori più stretti sono stati avvisati rapidamente e mantengono il massimo riserbo sulle condizioni della presidente di +Europa. Il rientro in intensiva, a poco più di un anno dall’ultimo ricovero, riaccende l’attenzione su una vicenda sanitaria lunga e complessa, segnata da una malattia aggressiva e da fragilità respiratorie che negli ultimi tempi l’hanno esposta a nuovi rischi.
Il tumore al polmone e l’annuncio che cambiò tutto
Bisogna tornare al gennaio 2015 per ricostruire l’inizio del lungo percorso clinico di Emma Bonino. In diretta radio annuncia di avere un tumore al polmone sinistro, scoperto durante controlli di routine. È un microcitoma, forma rara e aggressiva di cancro al polmone, che richiede cicli intensivi di chemioterapia già avviati. La leader radicale parla con enorme lucidità: spiega che ridurrà gli impegni pubblici ma che non smetterà di lavorare, e chiede rispetto e discrezione. In quei mesi rende pubblico il suo modo di affrontare la malattia: disciplina, ironia, turbanti colorati al posto dei capelli caduti, un rifiuto costante di identificarsi nel ruolo di “malata”.
Nei mesi successivi attraversa cicli di terapia complessi, esami continui e una gestione del microcitoma che richiede una sorveglianza serrata. Il microcitoma risponde inizialmente alle cure, ma resta una neoplasia ad alta aggressività. La senatrice alterna commissioni parlamentari e impegni internazionali alle sedute di ospedale, mantenendo per anni un equilibrio difficile tra vita politica e battaglia oncologica.
La guarigione e il ritorno in ospedale
La svolta arriva nell’ottobre 2023, quando annuncia pubblicamente che il “microcitoma indesiderato” se n’è andato. Dopo otto anni di terapie, gli accertamenti confermano la remissione completa del tumore. È una notizia che emoziona il mondo politico e sancisce la fine di un incubo iniziato quasi un decennio prima.
La parentesi di sollievo, però, dura poco. Il 17 ottobre 2024 Emma Bonino viene colpita da una grave crisi respiratoria nella sua casa a Roma. Portata d’urgenza al Santo Spirito, viene nuovamente ricoverata in terapia intensiva per un quadro definito “serio” e di natura cardiorespiratoria. Nei giorni successivi migliora e viene trasferita in un’altra struttura per la riabilitazione. Il 30 ottobre esce definitivamente dall’ospedale e racconta di essersi “spaventata davvero”, annunciando una pausa dall’attività politica e l’esigenza di una convalescenza rigorosa.
Il nuovo ricovero e le incognite delle prossime ore
Il ricovero di questa sera in codice rosso segna un nuovo punto di apprensione. Le condizioni cliniche non sono state ancora rese note, ma il trasferimento immediato in terapia intensiva indica che si tratta di un episodio di rilievo, gestito con il massimo livello di precauzione. In molti, nel mondo politico e istituzionale, attendono aggiornamenti ufficiali per capire se si tratti di una complicazione legata alla fragilità respiratoria già nota o di un nuovo evento acuto.
La storia sanitaria di Emma Bonino è una delle più seguite degli ultimi anni: un percorso di resilienza, di battaglie vinte e di ricadute inattese. La notte di oggi si inserisce in questo lungo cammino, con la speranza che ancora una volta possa uscirne con quella forza che lei stessa ha sempre rivendicato.


