
Nel corso della sua partecipazione ad Accordi&Disaccordi, Alessandro Orsini ha indirizzato un duro affondo contro il ministro della Difesa Guido Crosetto, accusandolo apertamente di nascondere le reali finalità del riarmo italiano. Ospite del talk condotto da Luca Sommi sul Nove, con la presenza di Andrea Scanzi e Marco Travaglio, il professore della Luiss ha descritto la situazione della difesa italiana come “inaccettabile e vergognosa”, condividendo l’idea che l’esercito debba essere potenziato. Ma la convergenza con Crosetto si ferma qui.
Orsini ha infatti dichiarato di criticare il ministro perché “sta concependo questo riarmo in funzione della guerra con la Russia, ma non lo dice chiaramente”. Una frase che sintetizza l’accusa principale: Crosetto, secondo il sociologo, starebbe evitando di spiegare le vere motivazioni del potenziamento militare, adottando una retorica che definisce ingannevole.

Le accuse di retorica pacifista e silenzi strategici
Secondo Orsini, la scelta comunicativa del ministro risponderebbe a precisi calcoli politici legati alla sensibilità dell’opinione pubblica. “L’opinione pubblica italiana è pacifista”, ha affermato, sottolineando come, a suo giudizio, Crosetto eviterebbe deliberatamente un linguaggio diretto per non urtare una platea poco incline ad accettare la prospettiva di un conflitto.
Da qui la seconda accusa esplicita: “Crosetto non dice le cose come stanno”. Il professore ha rafforzato la sua tesi portando esempi dalla Francia, citando le parole attribuite al generale Fabien Mandon, secondo cui i cittadini dovrebbero “prepararsi ad avere i propri figli morti in battaglia”.
Di fronte a dichiarazioni così nette provenienti da altri Paesi europei, Orsini sostiene che il ministro italiano starebbe seguendo una strada diversa, caratterizzata da una comunicazione più morbida ma, a suo dire, fuorviante.
“Sta preparando la guerra, ma lo fa con una retorica pacifista”
Il punto più duro della critica arriva quando Orsini afferma che il ministro starebbe preparando l’Italia allo stesso scenario delineato dai francesi, ma scegliendo un linguaggio completamente diverso: “Crosetto in realtà sta preparando la stessa cosa, soltanto che utilizza una retorica diversa, utilizza la retorica pacifista per preparare l’Italia alla guerra con la Russia”.
In questa prospettiva, il richiamo alla lezione di Machiavelli diventa per Orsini un’ulteriore chiave interpretativa: culture politiche differenti richiederebbero retoriche differenti. Da qui l’idea che Crosetto, consapevole della natura pacifista della società italiana, eviterebbe di esprimere apertamente ciò che, secondo il professore, sarebbe il vero obiettivo: rendere l’Unione europea — e quindi anche l’Italia — pronta a un eventuale confronto armato con la Russia.
L’intervento, ricco di citazioni testuali e privo di ambiguità, si chiude con un’accusa netta: “Noi dobbiamo fare tutto questo perché l’Unione europea deve essere pronta a fare la guerra con la Russia”. Una posizione che rilancia il dibattito sulle strategie comunicative del governo e sul modo in cui vengono presentate al pubblico le scelte relative alla sicurezza nazionale.


