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Palestina, Papa Leone senza mezzi termini: “Quella dei due stati è l’unica soluzione possibile”

Pubblicato: 30/11/2025 17:18

Nel corso del viaggio apostolico che lo sta conducendo in Medio Oriente, Papa Leone XIV ha richiamato con forza la necessità di una visione politica capace di riportare stabilità in alcune delle aree più delicate del mondo. Durante il volo che lo ha portato da Istanbul a Beirut, il Pontefice ha invitato la comunità internazionale a sostenere con decisione percorsi di dialogo e mediazione, sottolineando quanto la cooperazione tra leader e istituzioni sia indispensabile per ridurre le tensioni e avvicinare scenari di pace duratura.

Nel confronto con i giornalisti presenti sul velivolo, il Santo Padre ha spiegato come l’impegno diplomatico debba restare una priorità assoluta, soprattutto nei contesti dove il conflitto ha radici profonde e continua a minacciare la sicurezza dei popoli coinvolti. Ha parlato con attenzione dei tentativi già avviati negli ultimi anni e della necessità di consolidare iniziative che possano finalmente tradursi in risultati concreti.

Il richiamo alla soluzione dei due Stati

Affrontando la questione israelo-palestinese, Leone XIV ha ribadito che la soluzione dei due Stati resta «l’unica strada possibile» per porre fine a un conflitto che da decenni segna la regione. Pur riconoscendo che «Israele non accetta ancora quella soluzione», il Papa ha ricordato che la Santa Sede la sostiene da tempo, ritenendola l’unico percorso in grado di garantire sicurezza, diritti e dignità a tutte le comunità coinvolte. Ha inoltre definito la Chiesa una voce mediatrice, amica di entrambe le parti, impegnata a favorire un avvicinamento fondato sulla giustizia.

Il Pontefice ha evidenziato anche la sintonia con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, incontrato durante la tappa ad Ankara. Secondo Leone XIV, la Turchia può svolgere un ruolo determinante nella costruzione di un equilibrio regionale, contribuendo a sostenere iniziative politiche rivolte alla stabilizzazione di Gaza e allo sviluppo di un dialogo più ampio.

Il nodo della guerra in Ucraina

Rispondendo alle domande dei giornalisti, Leone XIV ha affrontato poi il tema della guerra in Ucraina, definendo ancora lontana una soluzione definitiva. Ha ricordato i tentativi passati, sostenuti anche dalla mediazione turca, che nei mesi scorsi hanno favorito un primo contatto tra Kiev e Mosca. Nonostante l’assenza di risultati immediati, il Papa ha espresso speranza per le «proposte concrete» attualmente in discussione e ha invitato a sostenere ogni iniziativa che possa condurre a un cessate il fuoco e a un percorso negoziale condiviso.

Il Pontefice ha inoltre sottolineato come Ankara, grazie ai suoi rapporti con Ucraina, Russia e Stati Uniti, possa essere un attore chiave nel favorire un dialogo più stabile tra le parti coinvolte nel conflitto.

Affrontando il tema della pace nella regione, Leone XIV ha lodato la capacità della Turchia di garantire una convivenza pacifica tra comunità religiose diverse. In un Paese a maggioranza musulmana trovano spazio anche realtà cristiane minoritarie, che testimoniano la possibilità di mantenere un equilibrio fondato sul rispetto e sul dialogo. Un modello che, secondo il Papa, dovrebbe ispirare la comunità internazionale, specie in un viaggio che pone la pace come tema centrale.

Il progetto per il 2033 e l’incontro ecumenico

Prima di congedarsi, Leone XIV ha rivelato il progetto di un incontro ecumenico nel 2033, in occasione dei duemila anni della Risurrezione di Cristo. Dopo gli incontri svolti nei giorni precedenti a Nicea e Istanbul, l’idea di una grande celebrazione a Gerusalemme ha trovato accoglienza tra le diverse tradizioni cristiane. Si tratta di un’iniziativa ancora in fase preliminare, ma che potrebbe rappresentare un passo significativo nel cammino verso l’unità dei cristiani, un obiettivo che il Pontefice considera prioritario nel suo magistero.

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