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Sandokan torna in tv: la serie evento con Can Yaman che riaccende un mito senza tempo

Pubblicato: 30/11/2025 11:23

Il ritorno di Sandokan non è solo un’operazione televisiva, ma un rito collettivo che riporta sullo schermo un immaginario profondissimo, fatto di libertà, ribellione e avventura. Domani sera, in prima serata su Rai 1, il personaggio nato da Emilio Salgari torna a vivere con il volto di Can Yaman, riportando milioni di spettatori nel cuore del Borneo ottocentesco. È un progetto ambizioso, costruito come una produzione internazionale, che si muove tra battaglie navali, giungle lussureggianti e grandi passioni. Una serie che vuole parlare a tutte le generazioni, mantenendo intatto il fascino del mito ma con un linguaggio aggiornato, visivo e narrativo, pronto a catturare chi non ha mai visto il Sandokan storico. E per chi, invece, lo ricorda bene, è un ritorno che porta con sé una promessa: riaccendere quella scintilla di epica popolare che mezzo secolo fa aveva segnato un’intera epoca televisiva.
Il nuovo Sandokan è prodotta da Lux Vide per Rai Fiction, diretta da Jan Maria Michelini e Nicola Abbatangelo, con un impianto scenico che punta sulla spettacolarità e su un respiro internazionale classico delle produzioni d’avventura. Un lavoro che Can Yaman definisce “una rarità nella vita di un attore”, rivendicando il peso culturale che questo nome ha nella memoria italiana. Alla Festa del Cinema di Roma l’attore turco ha parlato di responsabilità, eredità e sogno: Sandokan, nelle sue parole, è un modello di libertà e coraggio. Un personaggio che arriva da lontano ma che conserva intatti i suoi valori. È questo l’elemento che la produzione sottolinea sin dalla prima scena, costruendo un eroe carismatico, fisico, romantico, capace di parlare anche a un pubblico giovane.

Can Yaman e la rinascita di un’icona

Il passaggio di consegne da Kabir Bedi a Can Yaman rappresenta la parte più delicata dell’intero progetto. “Spero che gli piacerà”, ha detto l’attore riferendosi allo storico interprete, ricordando come la sua formazione sia fortemente legata alla cultura italiana. Un legame che, secondo Yaman, lo ha aiutato a comprendere l’importanza simbolica del personaggio: Sandokan per gli italiani è più di un pirata, è una figura mitica, un simbolo di resistenza, un ribelle romantico con un codice morale inflessibile. Yaman racconta di aver vissuto la preparazione al ruolo come un viaggio “intenso dal punto di vista fisico e sentimentale”, un percorso che – dice – lo ha cambiato profondamente, trasformandolo “non solo come interprete, ma come persona”.
Accanto a lui c’è il compagno di sempre, Yanez. A interpretarlo è Alessandro Preziosi, che traccia un parallelo tra la storia di Salgari e conflitti contemporanei. Secondo Preziosi, il racconto tocca temi che risuonano ancora oggi: il colonialismo, la lotta per la libertà, il rapporto tra uomo e ambiente. È uno specchio che rimanda a terre lontane ma al tempo stesso parla del presente, dei rapporti di forza e delle disuguaglianze globali. Preziosi insiste sul valore simbolico del mare, spazio comune e condiviso, e sull’importanza dell’unione come forma di resistenza.

Marianna, Brooke e i conflitti del cuore

La serie introduce una Marianna interpretata da Alanah Bloor, moderna e determinata, capace di muoversi in un mondo dominato da uomini senza perdere la sua identità. La sua “perla di Labuan” non è solo un amore romantico, ma il punto di rottura tra due mondi: quello rigido e coloniale del padre e quello libero e selvaggio di Sandokan. Marianna porta nella narrazione un tema forte e attuale: la ricerca della propria autonomia, anche in mezzo alle convenzioni sociali. Non è una donna che aspetta di essere salvata, ma una protagonista attiva, con un senso profondo per la natura e la tutela del pianeta, elementi che la serie utilizza per dialogare con la sensibilità contemporanea.
L’altro polo della tensione narrativa è il personaggio di Lord James Brooke, interpretato da Ed Westwick. Non un semplice antagonista, ma un uomo diviso tra ambizione, charme e ombre personali. Westwick spiega che il fascino del ruolo sta nel mostrare un cattivo complesso, non ridotto a un cliché. Le emozioni dei personaggi, sottolinea l’attore, sono universali: la sete di potere, il desiderio di affermarsi, l’amore inteso come possesso o ricerca di conferma. In questa serie questi sentimenti diventano movimenti profondi che si intrecciano a duelli, inseguimenti, navi, cannoni, creando un equilibrio tra introspezione e spettacolo.

Trama e temi della nuova serie

L’intreccio parte dal Borneo del 1841, tra il dominio coloniale britannico e le tribù indigene in lotta per sopravvivere. Sandokan, pirata che vive di libertà, si muove con il fedele Yanez e una ciurma cosmopolita. Tutto cambia quando libera un prigioniero Dayak che lo riconosce come possibile eroe di un’antica profezia. Sandokan rifiuta questa idea, ma gli eventi lo trascineranno verso un destino che non può più evitare. La sua vita prende una svolta durante l’incursione al Consolato Britannico, dove incontra Marianna Guillonk, cuore della vicenda sentimentale e simbolica.
La giovane, intrappolata nelle convenzioni vittoriane, ritrova in Sandokan la propria vocazione alla libertà. La loro relazione diventa il centro emotivo della serie, un amore impossibile che sfida ruoli sociali, poteri politici e pregiudizi. A complicare tutto c’è Brooke, cacciatore di pirati, brillante e pericoloso, deciso a catturare Sandokan e conquistare Marianna. La sua figura guida la tensione della trama: tra Singapore, il mare del Sud-Est asiatico e la giungla tropicale, diventa la forza che inseguisce il protagonista fino alla resa dei conti finale.
La serie spinge su temi attualissimi: l’ambiente come bene comune, l’unione come risposta all’oppressione, l’identità come campo di battaglia. Il messaggio, come sottolinea Yaman, è semplice e potente: “Siamo tutti diversi, ma uniti”. In un mondo che sembra più divisivo che mai, Sandokan prova a restituire un po’ di quell’epica positiva, creando un ponte tra tradizione e modernità.

Sandokan come progetto culturale e televisivo

Il ritorno di Sandokan è una scommessa per tutta la tv italiana. Lux Vide e Rai Fiction hanno costruito un’opera pensata per competere nel mercato internazionale, e la successiva uscita su Disney+ conferma la volontà di portare la serie oltre i confini nazionali. Anche la scelta del cast – dalla popolarità globale di Can Yaman alla presenza di un volto internazionale come Westwick – va nella direzione di un prodotto che vuole essere pop, ma con fondamenta narrative solide.
Il nuovo Sandokan è una riscrittura rispettosa ma moderna, che conserva lo spirito originale e allo stesso tempo parla al pubblico di oggi. La sfida è semplice e gigantesca: riaccendere un mito e trasformarlo di nuovo in una serie evento. La Rai ci prova a cinquant’anni dall’ultima volta. E il battito d’ali di questo ritorno, già ora, sembra molto più forte di una semplice operazione nostalgia.

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