Monta l’albero di Natale ma finisce in tragedia: una morte orribile. La mattina del 23 dicembre 2025, a Udine, quella che doveva essere una giornata di attesa delle feste si è trasformata in pochi minuti in una tragedia domestica che ha scosso l’intera comunità. In un appartamento di via Grazzano un incendio ha provocato la morte di una donna di 68 anni. Ecco cosa è accaduto.
Le prime segnalazioni parlano di fumo denso che esce dalle finestre, odore acre sulle scale, vicini allarmati che chiamano i soccorsi. Nel giro di poco tempo, sul posto arrivano i vigili del fuoco e le forze dell’ordine, ma per la donna non c’è nulla da fare.
Comunità sotto choc per il rogo in via Grazzano
L’incendio si è sviluppato in un appartamento al secondo piano di una palazzina di tre livelli in via Grazzano, nel centro di Udine. I residenti raccontano di aver visto le fiamme partire da una delle finestre e di aver sentito subito l’odore di bruciato sulle scale del condominio.
«Un odore fortissimo di fumo, le fiamme che salivano, il panico nel palazzo»: sono le descrizioni riportate da chi abita nello stabile. In pochi minuti, l’episodio diventa una tragedia che lascia la comunità sgomenta e piena di domande.
Incendio a Udine: allarme lanciato da un giovane vicino di casa
Il rogo è scoppiato nella mattinata del 23 dicembre, poco dopo le 8.50. A dare l’allarme è stato un giovane che vive al piano inferiore dello stesso stabile di via Grazzano. Insospettito dal fumo che stava risalendo lungo il vano scale e dalle fiamme visibili, ha subito chiamato i soccorsi.
L’intervento dei vigili del fuoco di Udine è stato rapido: le squadre sono arrivate nel giro di pochi minuti e sono riuscite a contenere l’incendio, evitando che si propagasse agli altri appartamenti. Nonostante l’azione tempestiva, la situazione all’interno dell’abitazione al secondo piano era già gravissima.
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Le prime ipotesi: albero di Natale e stufetta sulla stessa ciabatta
Secondo le prime ricostruzioni, riportate da Rainews, le fiamme si sarebbero sviluppate nel soggiorno dell’abitazione occupata dalla vittima. Durante i rilievi, alcune prese elettriche sono state trovate annerite, particolare che ha indirizzato subito gli inquirenti verso l’ipotesi di un problema all’impianto o ai dispositivi collegati.
Nello stesso punto era collegata una ciabatta elettrica a cui risultavano attaccati l’albero di Natale e una stufetta elettrica. Un carico di potenza eccessivo, secondo quanto ipotizzato, che potrebbe aver provocato un surriscaldamento, l’innesco delle fiamme e la rapida diffusione del fumo in tutto l’appartamento.
La vittima trovata a terra: cosa resta da chiarire
Quando i soccorritori sono riusciti a entrare nell’appartamento al secondo piano, l’ambiente era già invaso dal fumo. La donna, una cittadina russa di 68 anni, Alla Tcheranovskaya, è stata trovata riversa a terra, priva di conoscenza, in un locale ormai saturo di fumo.
I vigili del fuoco l’hanno subito portata all’esterno del palazzo e affidata al personale sanitario, ma i tentativi di rianimazione sono stati inutili. I medici non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso, in un contesto reso ancora più drammatico dalla vicinanza delle feste natalizie.
Incendio a Udine: accertamenti in corso sulle cause della morte
Resta ora da chiarire un punto fondamentale dell’incendio a Udine: capire se la morte della donna sia avvenuta prima dello scoppio del rogo, magari per un malore, o se sia stata causata dall’inalazione di fumo. Le forze dell’ordine stanno lavorando per ricostruire con precisione la dinamica, anche attraverso rilievi tecnici e testimonianze dei vicini.
Sul posto sono intervenuti anche gli agenti della Polizia di Stato. Le fiamme, riferiscono i soccorritori, sono state circoscritte al solo soggiorno, evitando danni strutturali più gravi e possibili conseguenze per gli altri residenti del palazzo. Resta però il peso di una vittima e di un intero quartiere sotto choc.
Il racconto dei vicini: “forte odore di fumo fino al pianerottolo”
A descrivere quei momenti concitati è anche una vicina di casa, che ha riferito ai cronisti di aver percepito subito la gravità della situazione: “Entrando ha sentito forte odore di fumo, fino al pianerottolo”. Un dettaglio che conferma la rapidità con cui il fumo si è propagato e quanto poco tempo ci sia stato per reagire.
Queste testimonianze sono ora al vaglio degli inquirenti e contribuiscono a delineare il quadro di un incendio domestico sviluppatosi in pochissimi istanti, probabilmente mentre in casa si stavano completando gli ultimi preparativi natalizi.
Chi era Alla Tcheranovskaya, la donna morta nell’incendio
Dietro i numeri e gli aspetti tecnici dell’incendio a Udine c’è la storia di una persona molto conosciuta nel quartiere. Alla Tcheranovskaya viveva da circa vent’anni in quell’appartamento di sua proprietà in via Grazzano. Lavorava come traduttrice e interprete di russo ed era considerata da chi la frequentava una donna colta, curiosa e generosa.
Amici e vicini escludono che si tratti di una “tragedia della solitudine”. La 68enne, spiegano, era ben inserita nel contesto sociale e aveva costruito negli anni una fitta rete di relazioni personali e professionali, diventando un punto di riferimento soprattutto per i connazionali.
Il ricordo di amici e conoscenti: “una donna necessaria a questa umanità”
Tra coloro che la conoscevano c’era anche il giornalista Toni Capuozzo, che ha tracciato di lei un ritratto affettuoso e preciso: “Una persona colta gentile interessante, anche allegra non era l’immagine di una persona sola una straniera in un paese lontano, era ben inserita (….) so che aveva una casa con molti libri, questa era la persona che conoscevo, una persona per bene”.
Chi abitava nello stabile o la frequentava racconta di una donna sempre pronta ad aiutare, in particolare i connazionali russi ma anche cittadini ucraini in difficoltà. Li accompagnava in ospedale, negli uffici pubblici, offrendo supporto linguistico e umano. “Una donna piena di interessi, generosa, chiacchierona (…) lei dedicava tempo alle persone connazionali suoi russi ma anche ucraini e li accompagnava per le traduzioni in ospedale dal medico o se avevano bisogno di andare in qualche ufficio, una donna veramente necessaria a questa umanità”.
Le parole di chi l’ha conosciuta restituiscono l’immagine di una figura profondamente integrata nel tessuto sociale di Udine, capace di costruire legami e di essere d’aiuto a chi aveva più bisogno. Un profilo umano che rende ancora più doloroso il silenzio che ora arriva da quell’appartamento al secondo piano, mentre le indagini sull’incendio a Udine proseguono e la città cerca di fare i conti con una perdita improvvisa e inattesa.


