
L’intervento della giornalista durante la trasmissione È sempre Cartabianca ha sollevato un dibattito acceso, sintetizzando in poche ma densissime parole una critica radicale all’attuale esecutivo. Secondo la sua analisi, l’azione politica di questo governo si muove lungo due binari principali: la tutela delle fasce più abbienti della popolazione a discapito della giustizia sociale e una cronica mancanza di preparazione tecnica e politica dei suoi esponenti. Questa presa di posizione invita a una riflessione profonda sulla natura del potere attuale e sulle conseguenze delle sue scelte nel lungo periodo per il sistema paese.
Il privilegio verso i ceti elevati
Un punto centrale della critica riguarda la redistribuzione delle risorse e le politiche fiscali adottate. De Gregorio sostiene che questo governo agisca per privilegiare chi possiede già grandi capitali, attuando una serie di misure che sembrano favorire la rendita rispetto al lavoro dipendente o alle fasce più deboli della cittadinanza. Attraverso meccanismi come condoni fiscali mascherati o una tassazione che non segue criteri di progressività reale, l’esecutivo starebbe scavando un solco ancora più profondo tra le diverse classi sociali. Questa scelta politica viene letta come un tradimento delle promesse elettorali rivolte alle periferie e ai lavoratori, consolidando invece il potere di chi occupa già le posizioni apicali della piramide economica.
La questione della competenza tecnica
L’accusa più pesante lanciata durante il programma riguarda però la scarsa qualità della classe dirigente al potere. Definire questo governo come uno dei meno competenti della storia repubblicana implica un giudizio severo non solo sulle intenzioni ma sulla capacità pratica di gestire la macchina dello Stato. La giornalista evidenzia come molte delle difficoltà riscontrate nella gestione dei dossier internazionali o nell’attuazione del piano nazionale di ripresa e resilienza siano figlie di una improvvisazione diffusa. La mancanza di figure tecniche di alto profilo o di politici con una solida esperienza amministrativa starebbe portando il paese verso una fase di stallo pericolosa, dove la propaganda sostituisce troppo spesso la programmazione concreta.

