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“Differenze radicali”. Ucraina, la doccia fredda da Mosca: poi la minaccia sul nucleare

Pubblicato: 26/12/2025 19:43
zelensky putin

Il piano di pace presentato dall’Ucraina non coincide con quello che la Russia afferma di stare discutendo con gli Stati Uniti. A dirlo è il vice ministro degli Esteri russo Sergei Ryabkov, che nelle ultime ore è tornato a delineare la posizione di Mosca sia sul negoziato in corso sia sui rischi legati all’escalation del conflitto.
Intervistato dalla televisione statale russa, Ryabkov ha spiegato che il piano in 20 punti reso pubblico da Volodymyr Zelensky “differisce radicalmente” dal documento su cui Mosca starebbe lavorando con la controparte americana.
Secondo il vice ministro, la Russia starebbe negoziando con Washington un piano articolato in 27 punti, oggetto di discussione “nelle ultime settimane, dall’inizio di dicembre”. Una distanza che, nelle parole di Ryabkov, rende evidente come al momento non esista una base comune tra le proposte di Kiev e le trattative parallele avviate tra le grandi potenze.

Le condizioni poste da Mosca per un accordo, poi l’avvertimento sul rischio nucleare

Ryabkov ha ribadito che, senza affrontare quelle che la Russia definisce le cause profonde del conflitto, non sarà possibile arrivare a un accordo definitivo. “Senza una soluzione adeguata ai problemi che sono la fonte principale di questa crisi non sarà possibile raggiungere un’intesa finale”, ha dichiarato, sottolineando come Mosca non ritenga sufficiente un semplice cessate il fuoco privo di garanzie strutturali.
Il vice ministro ha inoltre criticato l’idea di imporre scadenze artificiali ai negoziati, giudicate controproducenti e non favorevoli a una soluzione duratura.

Accanto al tema del piano di pace, Ryabkov ha lanciato anche un monito sul rischio di escalation nucleare, intervenendo nel programma 60 minuti sulla tv russa Rossija 1. Secondo il vice ministro, il pericolo di uno scontro nucleare non è stato completamente eliminato, nonostante l’intensificazione dei contatti diplomatici tra Mosca e Washington.
“Ora, dato che i contatti si sono intensificati e che stiamo avviando discussioni pratiche e sostanziali, non esagererei il pericolo di ritrovarci di nuovo sull’orlo dell’abisso nucleare”, ha affermato Ryabkov. Tuttavia, ha aggiunto che per allontanarsi ulteriormente da questo scenario sono necessari sforzi aggiuntivi.

Il ruolo degli Stati Uniti e l’incognita futura: un negoziato ancora lontano da una sintesi

Ryabkov ha sottolineato che molto dipenderà dal comportamento degli Stati Uniti e dalle scelte della futura amministrazione americana. Secondo Mosca, Washington è chiamata a esercitare la massima responsabilità nelle relazioni bilaterali con la Russia, proprio per evitare nuove escalation.
“Il rischio di uno scontro del genere esiste, non è stato completamente eliminato”, ha concluso il vice ministro, lasciando intendere che il percorso diplomatico resta fragile e fortemente condizionato dalle dinamiche politiche internazionali.
Le dichiarazioni russe confermano come il quadro resti complesso e incerto. Da un lato, Kiev continua a promuovere il proprio piano di pace; dall’altro, Mosca insiste su un percorso negoziale separato con gli Stati Uniti, ritenuto più aderente ai propri interessi strategici.
In questo contesto, la distanza tra le parti e i riferimenti al rischio nucleare mostrano quanto la ricerca di una soluzione politica al conflitto ucraino resti, almeno per ora, lontana da una vera convergenza.

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