
La notte di Capodanno a Crans-Montana ha spezzato la leggerezza delle vacanze sulla neve, trasformando una serata tra amici in una storia che nessuno avrebbe mai voluto leggere. Tra i sei giovanissimi italiani ancora dispersi dopo il devastante incendio nel locale Le Constellation c’è il nome di Chiara Costanzo, 16 anni, originaria di Arona e oggi studentessa e residente a Milano, dove vive con la madre Giovanna Lanella e il padre Andrea.
Il suo nome compare in quell’elenco che pesa come un macigno: quello dei ragazzi di cui non si hanno più notizie dalla notte del 31 dicembre, quando le fiamme hanno trasformato una festa di fine anno in una trappola mortale. Chiara era arrivata a Crans-Montana per trascorrere il Capodanno in montagna con un gruppo di amici, come fanno tanti coetanei tra sci, locali e foto sui social. Da allora, per la sua famiglia, il tempo si è fermato. “Noi siamo aggrappati alla speranza che Chiara sia fra i feriti non identificati ma non ci sanno dire niente – hanno raccontato i genitori – Lei era lì con i suoi amici. Perché non ci dicono nulla? Noi viviamo con quella speranza addosso”.
Una sedicenne tra Milano e la montagna
Ore interminabili, scandite da telefonate, messaggi, aggiornamenti che non arrivano, mentre le autorità cercano di fare chiarezza in una situazione resa ancora più drammatica dall’alto numero di feriti gravi e non ancora identificati. In questo limbo di angoscia si inseriscono anche le parole del ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha seguito da vicino il caso: “Ho parlato più volte con il padre – ha detto – a noi risulta dispersa ma potrebbe essere anche fra i feriti non ancora identificati. Spero che questo limbo di incertezza e terrore duri il meno possibile”.
Dietro il nome di Chiara Costanzo non c’è soltanto una riga in un comunicato, ma la storia di una ragazza che vive una vita normale e intensa tra Milano, la scuola e la montagna. Crans-Montana non è un luogo qualunque per lei: è una seconda casa, un posto familiare dove tornare, un frammento di quotidianità fatto di settimane bianche, giri per il paese, serate con gli amici.

Tragedia di Capodanno a Crans-Montana, chi è Chiara Costanzo
In quella notte di Capodanno a Crans-Montana, la tragedia non è solo numeri e bollettini ufficiali. È fatta di volti, famiglie, abitudini spezzate all’improvviso. A Crans-Montana, quella notte, c’era anche la madre di Chiara, Giovanna Lanella, che conosce bene il posto e la routine di quelle vacanze. Il padre, Andrea Costanzo, dirigente della casa farmaceutica Bayer, ha invece raggiunto la località svizzera da Milano nella stessa serata di Capodanno, catapultato in un incubo che sembra non avere fine.
Alle spalle di Chiara c’è una famiglia molto conosciuta anche ad Arona: il nonno Cesare, scomparso da diversi anni, era stato difensore civico del Comune piemontese nei primi anni Duemila e volontario dell’Associazione genitori bambini Down. Un contesto di impegno civile e sociale che racconta, indirettamente, anche i valori dentro cui è cresciuta questa sedicenne oggi al centro di una delle pagine più dolorose della cronaca di inizio anno.

Chiara, liceo scientifico, sport e autoironia
A dare un volto vero a Chiara Costanzo è stata proprio la madre, intervenuta a Vco Azzurra tv per raccontare chi è davvero sua figlia, oltre le cronache e oltre la parola “dispersa”. Le sue parole restituiscono il ritratto di un’adolescente piena di vita, molto lontana dall’immagine fredda di una semplice lista di nomi. “È studentessa di un liceo scientifico di Milano. Veniamo sempre qui a Crans-Montana perché abbiamo una casa. In quel locale c’era già stata altre volte con i suoi amici. Chiara è una ragazza brillante. Molto brava a scuola, molto brava nello sport agonistico, fa ginnastica. È sempre riuscita bene in tutte le cose che ha fatto. Sicuramente è molto amata da noi e ovviamente dai suoi amici, dai professori, dagli allenatori. Una ragazza che si impegna tanto in quello che fa e ha questo fantastico senso dell’umorismo e dell’autoironia che la rende simpatica e bellissima”.
Nelle parole della madre c’è tutto quello che definisce il profilo di una ragazza di oggi: studio, sport, determinazione, una forte rete di affetti. Ma anche quella leggerezza intelligente fatta di ironia, battute, risate con gli amici, che rende Chiara una presenza luminosa nella vita di chi la conosce. Una storia fatta di normalità e di talento, che rende ancora più difficile accettare la brutalità di ciò che è accaduto.


Una scelta improvvisata e un destino crudele
Dentro questa storia c’è un dettaglio che la rende ancora più amara, e che chiunque abbia mai improvvisato una serata con gli amici fatica a togliersi dalla mente. Perché proprio Chiara? Com’è possibile che si sia trovata lì proprio in quel momento? La decisione di trascorrere la serata al Le Constellation non era programmata, non faceva parte di un piano studiato da giorni.
“La scelta di trascorrere la serata al ‘Le Constellation’ è stata molto improvvisata. I ragazzi, tutti amici, non sapevano dove andare, non trovavano posto, e così hanno deciso all’ultimo secondo”, ha spiegato Giovanna Lanella, tornando con la memoria a quei minuti che precedono la tragedia. Un cambio di programma dell’ultimo momento, simile a quelli che riempiono le chat dei gruppi di amici in ogni Capodanno, diventato però il punto in cui la vita di Chiara e della sua famiglia ha preso una direzione inattesa e terribile.
Un padre in attesa e la speranza di un Paese
Oggi resta soprattutto la voce del padre, Andrea Costanzo, che racchiude tutta la disperazione e la tenacia di un genitore che rifiuta di arrendersi. “Non possiamo fare altro che appenderci a un numero, a una speranza. Che Chiara sia tra i molti feriti ricoverati negli ospedali ma non ancora identificati. Spero nella possibilità di abbracciare di nuovo mia figlia”.
In quella speranza, fragile ma ostinata, si concentra l’attesa di una famiglia ma anche di un intero Paese che continua a guardare a Crans-Montana in cerca di risposte. Il nome di Chiara Costanzo, sedicenne brillante tra Milano e la montagna, è diventato simbolo di una generazione che chiede solo di crescere, viaggiare, divertirsi in sicurezza. Finché non arriverà una risposta definitiva, resterà l’immagine di una ragazza che sorride, di un talento giovane e di una vita che tutti, ancora, sperano di vedere tornare al centro della sua quotidianità.


