
“Gli ustionati vanno a sciare”. Sta suscitando forti polemiche in Francia e sui social l’ultima vignetta pubblicata dal settimanale satirico Charlie Hebdo. Il disegno, firmato dal fumettista Salch, prende spunto dal titolo del film cult di fine anni Settanta Les bronzés font du ski e raffigura due sciatori gravemente ustionati, avvolti dalle fiamme, mentre scendono lungo una pista da sci a Crans-Montana. La scritta che accompagna l’illustrazione recita “Les brûlés font du ski”.
Nel disegno compare anche un cartello con il nome della località svizzera, teatro della tragedia di Capodanno che ha causato 40 morti e 116 feriti, mentre in alto campeggia la frase “La commedia dell’anno”, come se si trattasse della locandina di un film.
Le reazioni sui social
La vignetta, condivisa anche su Instagram, ha innescato una valanga di commenti critici. Tra questi, quello di una donna che ricorda come, dopo l’attentato subito da Charlie Hebdo, l’opinione pubblica si fosse mobilitata in segno di solidarietà e rispetto. Secondo la commentatrice, nessuno aveva mai deriso le vittime di quell’attacco, e lo stesso rispetto dovrebbe essere riservato oggi alle famiglie colpite dalla tragedia svizzera.
Molti utenti sottolineano come la questione non riguardi la libertà di espressione, ma il superamento di un limite etico: “Se fossero i vostri figli, vi farebbe piacere tutto questo?”, si legge in uno dei commenti più condivisi.
La voce di chi ha vissuto le ustioni
Tra le reazioni più forti c’è quella di Julie Bourges, vittima di gravi ustioni nel 2013 durante una festa di Carnevale. La donna ha scritto un messaggio rivolto alle persone ferite in Svizzera, raccontando il lungo e doloroso percorso affrontato dopo l’incidente. Il suo intervento è diventato virale ed è stato rilanciato anche dal presidente Emmanuel Macron.
“Non va bene. Non è senso dell’umorismo. È una ulteriore violenza”, ha scritto Bourges sui social. “Il limite è superato e dirlo non significa censurare, ma ricordare che esiste la decenza”. L’attivista si chiede inoltre perché non si sia scelto di satirizzare, piuttosto, le carenze di sicurezza che avrebbero contribuito alla tragedia, invece di colpire direttamente le vittime, compresi dei bambini.
Sotto il post, numerosi utenti ringraziano Bourges per aver dato voce a un sentimento condiviso: sgomento e tristezza di fronte a una pubblicazione giudicata da molti inaccettabile.

