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“Il corpo riesumato, poi…”. Crans-Montana: la notizia su Giovanni Tamburini

Pubblicato: 15/01/2026 17:15

Il dolore dei familiari di Giovanni Tamburi emerge con una forza che va oltre le parole, trasformandosi nel racconto di una vita breve ma intensissima. Nelle ore successive alla tragedia di Capodanno avvenuta a Crans-Montana, il ricordo del ragazzo si compone attraverso le voci dei genitori, della sorella, dei parenti e di chi lo aveva conosciuto da vicino. Da quelle testimonianze affiora il ritratto di un sedicenne pieno di entusiasmo, energia e sogni, travolto dalla strage che ha colpito decine di giovani all’interno del locale Le Constellation.

Giovanni aveva compiuto sedici anni appena il 21 dicembre. Era uno studente brillante del liceo Righi di Bologna, amava lo sport, la musica e soprattutto le moto, una passione condivisa con il padre. “Glie ne avevo appena regalata una”, racconta con la voce spezzata Giuseppe Tamburi, imprenditore, cercando di aggrapparsi ai ricordi felici. A scuola era considerato un ragazzo attivo e curioso, capace di coinvolgere gli altri, come ricorda anche il preside dell’istituto, che lo descrive come “un giovane molto attivo”, amato non solo dai compagni di classe ma dall’intera comunità scolastica.

Crans-Montana, autopsia sul corpo di Giovanni Tamburini

Nel racconto della madre, Carla Masiello, il dolore si intreccia a una lettura più profonda di quanto accaduto. “Sarà morto da martire”, dice, convinta che il figlio non abbia pensato a salvarsi per primo. “Era un ragazzo buono ed era già in cima alla scala, sarà tornato indietro per aiutare qualcuno”. Un’immagine che restituisce il senso di responsabilità e altruismo che molti riconoscevano in Giovanni, e che oggi diventa un simbolo per chi lo piange.

A rafforzare questo ritratto c’è anche la sua fede. Giovanni portava con sé una collanina del battesimo con l’immagine della Madonna, segno di un legame profondo con la spiritualità. Monsignor Stefano Ottani lo conosceva “dai tempi del catechismo” e lo ha ricordato come “un ragazzo pieno di gioia”, una presenza luminosa e importante per la comunità. Anche i compagni di classe hanno voluto affidare un pensiero semplice ma carico di significato: “Ci impegneremo al massimo per far sì che Giovanni non venga dimenticato nella nostra scuola”.

Giovanni Tamburi si trovava in vacanza in Svizzera con il padre, come faceva abitualmente durante le festività natalizie. Dopo giorni di flebile speranza e di angoscia, alimentati dalle ricerche e dalle attese, è arrivata la conferma che il suo nome era tra quelli delle vittime dell’incendio scoppiato nella notte dell’ultimo dell’anno. Una notizia che ha spento ogni possibilità di un finale diverso e ha lasciato spazio soltanto al lutto.

Dettaglio della scala interna del locale di Crans-Montana coinvolta nell’incendio

Ora la notizia ufficiale, la magistratura vuole fare piena luce sulle cause della morte del giovane. È confermata per venerdì 16 gennaio l’autopsia disposta dalla Procura di Bologna, su delega di quella romana, sul corpo di Giovanni Tamburi. Dopo il conferimento dell’incarico al medico legale Paolo Fais, l’esame si terrà in giornata. I funerali del sedicenne erano già stati celebrati il 7 gennaio, ma due giorni dopo la salma è stata riesumata su ordine della magistratura, poiché in Svizzera non era stato eseguito alcun esame autoptico. L’obiettivo è chiarire se il decesso sia stato causato dalle ustioni, dalle esalazioni di fumo, come sembrerebbe, o da altri fattori. Al momento, secondo quanto si apprende, i familiari non avrebbero nominato né un avvocato né un consulente per partecipare all’accertamento. Il pubblico ministero che segue il fascicolo è Roberto Ceroni.

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