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“Crisi nera”. Sondaggi, numeri tremendi per il leader italiano: chi crolla (e chi invece se la ride)

Pubblicato: 16/01/2026 07:50

L’inizio del nuovo anno politico in Italia si apre all’insegna della continuità, ma anche di alcuni segnali di movimento che iniziano a delineare i rapporti di forza tra maggioranza e opposizioni. Dopo le festività e una fase di apparente sospensione del dibattito pubblico, l’attenzione torna a concentrarsi sui sondaggi, sulle dinamiche interne ai partiti e sulle prospettive in vista dei prossimi appuntamenti elettorali e referendari. È in questo contesto che i primi dati del 2026 offrono una fotografia utile per capire dove sta andando il consenso degli italiani.

La prima Supermedia dell’anno conferma infatti un quadro nel complesso simile a quello lasciato in eredità dal 2025, anche se la scarsità di rilevazioni pubblicate nei primi giorni di attività degli istituti demoscopici invita alla cautela. Nonostante ciò, emergono comunque elementi degni di nota, a partire dallo stato di salute decisamente positivo di Fratelli d’Italia, che torna sopra la soglia del 30%, e del centrodestra, che nel suo insieme guadagna oltre un punto rispetto alla fine di dicembre, consolidando la propria posizione nel panorama politico nazionale.

Sondaggi, il Movimento Cinque Stelle perde quasi un punto

Se la maggioranza può sorridere, il quadro appare più articolato sul fronte delle opposizioni. Nello stesso periodo si registra infatti un parziale riequilibrio interno, con il Partito Democratico in crescita di mezzo punto, mentre il Movimento Cinque Stelle arretra di quasi un punto, segnando una flessione continua che riapre il dibattito sul suo peso relativo all’interno dello schieramento alternativo al governo e, ancora, sugella una crisi ormai chiara. Una dinamica che, pur senza stravolgimenti, suggerisce uno spostamento di consensi che potrebbe avere effetti nel medio periodo.

Accanto ai dati sui partiti, la Supermedia offre indicazioni rilevanti anche sul fronte del referendum fissato per il 22 e 23 marzo. Le stime mostrano i nettamente in vantaggio, attestati al 58,9%, con un aumento di circa due punti rispetto alla rilevazione dell’11 dicembre. Un dato che rafforza l’ipotesi di un orientamento chiaro dell’elettorato, anche se la campagna referendaria vera e propria deve ancora entrare nel vivo e potrebbe riservare sorprese.

Nel dettaglio, la Supermedia Liste restituisce una graduatoria piuttosto chiara: Fratelli d’Italia al 30,2% con un incremento di 0,6 punti, seguito dal Pd al 22,4% in crescita di 0,5. Più indietro il M5s al 12,0%, in calo di 0,7, mentre Forza Italia sale all’8,9% e la Lega si attesta all’8,4%. Seguono Alleanza Verdi e Sinistra al 6,3%, Azione al 3,2%, Italia Viva al 2,5%, +Europa all’1,5% e Noi Moderati all’1,1%.

Guardando invece alle coalizioni, il centrodestra raggiunge il 48,6%, con un balzo in avanti di 1,1 punti, mentre il centrosinistra sale al 29,8%. Il Movimento Cinque Stelle, considerato autonomamente, resta al 12,0%, e il Terzo Polo cresce al 5,8%, mentre la voce Altri scende al 3,4%. Numeri che, nel loro insieme, confermano un equilibrio solo parzialmente in movimento, ma sufficiente a mantenere alta l’attenzione sullo scenario politico dei prossimi mesi.

Infine, la Supermedia sul referendum cristallizza una distanza significativa: Sì al 58,9% e No al 41,1%, con uno scarto che si è ampliato rispetto alla fine del 2025. Un dato che, se confermato nelle prossime settimane, potrebbe incidere non solo sull’esito della consultazione, ma anche sugli assetti politici successivi, in un anno che si preannuncia tutt’altro che statico per la politica italiana.

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